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29 luglio 2009

Le minacce del secondo trimestre 2009, spam e botnet

Secondo il report di McAfee, ci porta a conoscenza dell'andamento del malware relativo al secondo trimestre del 2009, dove lo spam è aumentato del 141% dal mese di marzo, ma evidenzia anche l’allarmante espansione di botnet e di minacce di malware AutoRun, ovvero ad esecuzione automatica.

Oltre 14 milioni di computer sono stati colpiti da botnet di criminali informatici, superando di un ulteriore 16% la crescita del trimestre precedente. Il report ha confermato le previsioni di McAfee del primo trimestre secondo cui l’ondata di botnet avrebbe ridefinito i livelli massimi di spam, superando il precedente picco di ottobre 2008, prima della chiusura di McColo, l’ISP che distribuiva spam.

I ricercatori McAfee hanno inoltre rilevato che, nell’arco di 30 giorni, il malware AutoRun ha infettato oltre 27 milioni di file. Questo tipo di malware, che sfrutta le funzionalità Auto-Run di Windows, non richiede alcuna azione da parte dell’utente per attivarsi, e spesso viene diffuso tramite dispositivi USB portatili. Il tasso di rilevamento supera del 400% persino il devastante worm Conficker, rendendo AutoRun il tipo di malware numero uno rilevato nel mondo.

L’aumento di attività a livello di bot e spam a cui si è assistito nel corso degli ultimi tre anni è allarmante, e la minaccia del malware ad esecuzione automatica continua a crescere,” ha affermato Mike Gallagher, Senior Vice President and Chief Technology Officer dei McAfee Avert Labs. “L’espansione di queste infezioni ci ricorda il preoccupante danno potenziale che può essere causato da computer non protetti nelle nostre case e sul posto di lavoro.”

La crescita di Botnet genera nuovi attacchi cibernetici e l’aumento di spam.

Altri quattordici milioni di computer sono stati trasformati in botnet questo trimestre, arrivando a una media di oltre 150.000 computer infettati quotidianamente, o al 20% dei personal computer acquistati ogni giorno (Fonte: Gartner 2009). La Corea del Sud è stata interessata dal più ampio aumento di attività di bot, con un aumento del 45% di nuovi computer infettati nel corso dell’ultimo trimestre. Tali botnet sono state utilizzate per eseguire attacchi DDoS contro la Casa Bianca, il New York Stock Exchange e il sito web del governo sud coreano a inizio luglio.

Se la crescita in Sud Corea è significativa, rappresenta meno del 4% di tutti i nuovi bot nel mondo. Gli Stati Uniti rappresentano il 15% di nuovi computer zombie.

L’espansione di botnet rappresenta inoltre il motore principale della crescita di volume di spam, che è ora al 92% di tutte le e-mail. I volumi di spam hanno ora superato del 20% i record più elevati, crescendo a una velocità costante di circa il 33% ogni mese. In altri termini, i volumi di spam crescono di oltre 117 miliardi di email ogni giorno.

Crimine informatico “as a service”.

Mentre il numero di botnet continua a crescere, gli scrittori di malware hanno iniziato a offrire software malevolo “as a service” a coloro che controllano le botnet. Attraverso lo scambio o la vendita di risorse, i criminali informatici distribuiscono istantaneamente nuovo malware a un pubblico più vasto. Programmi come Zeus – strumento di semplice utilizzo per la creazione di Trojan – continuano a rendere sempre più facile la creazione e la gestione di malware.

I cybercriminali puntano a Twitter e ai Social Network.

Negli ultimi tre mesi, l’aumento di popolarità ha reso Twitter un nuovo obiettivo per i cybercriminali. Malware come il worm “Mikeey” e nuove varianti del Trojan Koobface attaccano gli utenti attraverso messaggi tweet e URL abbreviati. Gli account di spam su Twitter stanno diventando sempre più diffusi. Gli account amministrativi di Twitter sono stati inoltre colpiti in diverse occasioni, offrendo ai criminali informatici accesso ad account privati di celebrità e politici, come Britney Spears e Barack Obama, permettendo persino la pubblicazione sul Web di documenti finanziari e informazioni strategiche sensibili.

Facebook e MySpace rimangono forti vettori di attacco per i cybercriminali. A maggio, i messaggi sui social network hanno diretto gli utenti a 4300 nuovi file Koobface.

Il report completo di McAfee sulle minacce per il secondo trimestre 2009 è disponibile in .pdf.

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Microsoft e Yahoo! si alleano per sconfiggere Google

Era ormai più di un anno che le trattative di collaborazione tra i due colossi andavano avanti, ed ora hanno stilato un contratto della durata di dieci anni che unisce le due Società.

In sostanza l'accordo prevede che Bing il motore di ricerca di Microsoft diventerà la piattaforma di ricerca per il sito Yahoo! e da parte di Yahoo! diventa invece il riferimento esclusivo per quanto riguarda advertising sia sulle pagine gestite da Microsoft che quelle di Yahoo!, la divisione dei ricavi scaturiti dalla pubblicità sul portale Yahoo.com e quella generata dalle ricerche di Bing (che ora sarà all'interno Yahoo per i primi cinque anni verranno corrisposti a Yahoo l'88% dei ricavi, con la possibilità di verificare e modificare questa percentuale in corso d'opera per i successivi cinque anni dell'accordo.


Per tutto il resto le due società rimarranno separate e autonome sugli altri prodotti.

Maggiori informazioni si possono trovare nel comunicato Microsoft, oppure sul sito che le Società hanno creato appositamente per fornire ulteriori informazioni ai consumatori, inserzionisti ed editori.

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28 luglio 2009

Gmail vi cancella dalle newsletters che non volete più ricevere

Molte volte capita che per utilizzare un prodotto, partecipare ad un concorso o magari per propria scelta, ci si iscrive a delle Mailing-list o Newsletters.

Non sempre le aziende o i siti a cui ci si iscrive offrono la possibilità di cancellarsi e se vi è la possibilità non è detto che sia così semplice effettuare questa operazione. A questo punto molti di noi esasperati cestiniamo l'e-mail  o ancor peggio la segnaliamo come Spam. Ora però ci viene in aiuto l'indispensabile Gmail.

Una nuova funzionalità viene fornita dal servizio di posta elettronica della grande G, se si tenta di segnare un messaggio proveniente da una delle mailing-list come "Spam", Gmail  ci offre 2 possibilità :

- cancellare l'iscrizione per conto dell’utente;
- forzare Gmail a marcare il messaggio come Spam.

A dire il vero a me non ha funzionato in questo modo, ma aprendo l'e-mail e cliccando su dettagli vi è un bottone che annulla iscrizione: Cancella dall'elenco di questo mittente;  effettivamente ha funzionato alla grande.

Maggiori info: sul Lifehacker.


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27 luglio 2009

Importante patch di sicurezza per Microsoft domani

Fuori dai consueti aggiornamenti mensili Microsoft rilascerà, domani 28 luglio, due patch per risolvere una vulnerabilità di cui si hanno poche informazioni, la grave falla coinvolge Visual Studio e Internet Explorer 8.

Le due patch saranno distribuite tramite Windows Up-date e richiederanno il riavvio del Sistema, coinvolgono: Windows 2000, Windows XP e Vista, Windows Server 2003 e 2008, Internet Explorer 6, 7 e 8, Microsoft Visual Studio .NET 2003, Visual Studio 2005 e 2008, per finire con Visual C++ 2005 e 2008.

Per ulteriori informazioni sul bollettino anticipo servizio di notifica, vedere Microsoft Security Bulletin Advance Notification.

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Come valutare un prodotto tecnologico prima di acquistarlo

Oggi vi segnalo un sito che offre un servizio interessante per gli utenti, si chiama Verifico.it.

Lo scopo di questo sito è raccogliere e presentare i pareri dei consumatori su prodotti e servizi. Ottimo come passa parola in quanto, chi meglio dell'utente finale può dire la sua su un prodotto?

Il servizio è ancora in fase Beta, ma si prospetta un interessante sviluppo, infatti al momento il tema trattato è quello dei notebook e dei netbook, vedremo in seguito quale altre possibilità verranno fornite.

Come funziona questo sito? Digitando semplicemente il prodotto di cui si vuole avere informazioni, grazie all'aggregazione di varie tipologie di siti-fonte: newsgroup, forum, blog, etc..., permette di avere una valutazione generale molto più ampia del prodotto nel suo insieme, compresi gli accessori ed i singoli particolari dello stesso.

"Verifico" è un progetto europeo a cui partecipano in varie forme professionisti francesi, italiani e tedeschi. I domini legati al progetto sono: www.verifico.it, www.verifico.fr, www.verifico.de, www.verifico.net.

Maggiori informazioni si possono trovare direttamente sul sito Verifico.it.
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26 luglio 2009

Quando gli antivirus bloccano il Sistema Operativo

Ci son caduti tutti i maggiori produttori di antivirus, AVG a novembre dell'anno scorso dopo l'aggiornamento ci regalava una bella schermata blu e all'inizio di quest'anno altri nuovi problemi, poi a febbraio è stata la volta di Bitdefender e GData dove ambedue riconoscevano un file di Windows come un trojan, a marzo è stata la volta di Nod32 con un falso positivo dove venivano riconosciuti come maligni alcuni file di Windows.


I primi di questo mese McAfee VirusScan cadeva nello stesso errore riconoscendo come infetti dal virus PWS!hv.aq numerosi importanti per il sistema operativo Windows, tra cui winvnc.exe. L'antivirus li cancellava dal computer, restituendoci la famosa schermata blu.

Infine è stata la volta dell’antivirus di Computer Associates che individua alcuni file di Windows come infetti dal virus Win32/AMalum.ZZQIA.

Qui per fortuna il danno è minore in quanto i file non vengono cancellati è quindi possibile recuperarli andando nella zona di quarantena dell’antivirus, individuare i file con estensione .AVB, rinominare i file con il loro nome originario rimuovendo .avb dai loro nomi. Tutto dovrebbe tornare a posto secondo la stessa azienda produttrice del software.

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25 luglio 2009

Symbian a rischio gli SMS con Sexy Space

I ricercatori Trend Micro hanno evidenziato un errore piuttosto preoccupante che ha coinvolto la società Symbian Foundation e i prodotti utilizzati come anti-virus di F-Secure.

La prima segnalazione di un virus che attaccava sistema operativo Symbian risale a febbraio di quest'anno, ma allora era chiamato "Sexy View" riconosciuto come SymbOS/Yxes.A.

Un paio di settimane fa è stato scoperto un altro trojan, o una variante chiamato Sexy Space (SymbOS_Yxes.B), questo malware si maschera utilizzando il processo “ACSServer.exe” riuscendo a prendere il controllo dei sistemi Symbian-based installandosi nel dispositivo e realizzando una sorta di botnet.

Ciò permette di accedere ai dati dell’utente e di inviare SMS di spam ai contatti in rubrica, infettando anche loro.

Symbian Foundation ha attestato il trojan SYMBOS_YXES.B (”Sexy space”) ed ha ammesso l'errore affermando inoltre di essere impegnata per fare in modo che siano rivisti i piani di verifica e la firma digitale del software, aumentando anche il numero di controlli manuali oltre ad estendere le verifiche automatizzate.

Sul blog di F-Secure, si trovano informazioni aggiuntive sul virus.

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575 nuove varianti di Koobface

Si torna a parlare di Koobface, nel mese di Giugno Kaspersky Lab ha rilevato la cifra impressionante di ben più di 575 nuove varianti di Koobface.

Secondo gli esperti la causa è da imputare all’avvicinarsi del periodo estivo, ritenuto più prolifico per gli hacker.

In soli 30 giorni, si è passati da 324 varianti rilevate alla fine di maggio, a quasi 1000 in giugno.

Il worm colpisce i social network Facebook e MySpace diffondendosi tra i profili degli utenti grazie ai falsi commenti e i messaggi inviati che contengono un link ad una falsa pagina di YouTube, in cui si richiede all’utente di scaricare “una versione aggiornata di Flash Player””.

Anziché scaricare un vero aggiornamento di Flash Player, viene scaricato il worm, che invia lo stesso messaggio infetto a tutti i contatti dell’utente. Oggi però Koobface si è evoluto, e può infettare anche gli utenti di Hi5, Bebo, Tagged, Netlog e, più di recente, Twitter.

Kaspersky Lab, suggerisce un uso più sicuro dei social network, facendo molta attenzione prima di aprire un link, anche se il messaggio in cui è contenuto arriva da una persona conosciuta; di utilizzare Internet Explorer 7 in modalità protetta, o Firefox con l’add-on NoScript e di ridurre al minimo le informazioni personali diffuse attraverso il social network.

In particolare, non comunicare mai il proprio l’indirizzo, il numero di telefono o altre informazioni sensibili, ma soprattutto di mantenere sempre aggiornato l’antivirus utilizzato, in modo da prevenire infezioni causate dalle nuove varianti dei malware e aggiungo io di scaricare tempestivamente le patch rilasciate dal sistema operativo in uso del proprio computer.

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24 luglio 2009

Le vostre foto su Facebook potrebbero essere usate per la pubblicità

Su Facebook, si è già parlato molto e pure sulla privacy degli utenti che lo utilizzano, ora il noto social network mette in difficoltà chi usufruisce del servizio utilizzando le foto pubblicate nei profili ad uso pubblicità.

In pratica delle applicazioni potrebbero utilizzare le vostre foto ed essere utilizzate dal sistema facendole apparire nella lista amici con la pubblicità di prodotti senza nessun apparente criterio selettivo per il tipo di inserzioni.

L’obiettivo e far si che grazie ad un viso noto l’attenzione di chi sta utilizzando il sito sia invogliato a cliccare sul banner.

Viene precisato che non è direttamente Facebook ad utilizzare le foto degli utenti all’interno di spazi pubblicitari, ma delle applicazioni che utilizzano le foto degli utenti per creare dinamicamente dei banner.

Tutto ciò legalmente, in quanto con l'iscrizione si accettano le condizioni d’uso che prevedono che Facebook sfrutti le vostre foto.

C'è comunque la soluzione, se non l'avete già fatto quando avete compilato tutte le varie richieste, basta modificare le proprie impostazioni cliccando su privacy, gestisci, cliccare su Notizie e Bacheca, cliccare su Inserzioni di Facebook, ed impostare a "Nessuno" nella casella Presenza nelle Inserzioni di Facebook.

Altre info sul sito Mashable.

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Il report sullo spam di Sophos

Ci lamentiamo molto dello spam, e quasi sempre arriva dall'estero, ma anche l'Italia si sta facendo spazio tra i paesi che produco più spam, siamo alla posizione dieci, è ciò è molto triste.

A darne notizia è la Sophos, che ha stilato la consueta sporca dozzina, riscontrano che l'Italia ha scalato di due posti questa brutta classifica.

Analizzando tutti i messaggi di spam ricevuti dalla rete aziendale di trappole per lo spam installate in tutto il mondo, gli esperti di SophosLabs hanno identificato le principali nazioni responsabili di spamming tra aprile e giugno 2009.

Durante il secondo trimestre del 2009 gli Stati Uniti hanno continuato a generare una quantità di spam superiore a quella di ogni altro Paese, totalizzando il 15,6% dello spam in circolazione nel mondo. La Russia, invece, ex superpotenza dello spam, continua a perdere posizioni in classifica e si attesta al nono posto, registrando una percentuale trascurabile di messaggi indesiderati pari al 3,2%.

In questa "hall of shame", la Polonia è il Paese che ha registrato l'aumento più significativo rispetto al precedente trimestre, salendo dalla decima alla sesta posizione con il 4,2% del totale dei messaggi di spam inviati in tutto il globo. La Colombia è l'unica nazione che non figura più nella "sporca dozzina" rispetto al primo trimestre del 2009 e ha lasciato il posto al Vietnam, new entry del trimestre.

I dodici Paesi che hanno prodotto la maggior quantità di spam a livello mondiale tra aprile e giugno 2009 sono i seguenti:
Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia ha dichiarato: "Occorre che gli utenti di Internet proteggano adeguatamente i propri computer da eventuali attacchi alla sicurezza e si impegnino a non alimentare il fenomeno dello spam".

Sophos e non solo, raccomanda di aggiornare automaticamente la protezione antivirus e di implementare una soluzione integrata sui gateway web e di posta per tutelarsi da virus e spam.

Maggiori info sul sito Sophos.

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23 luglio 2009

Nuova falla critica per Adobe

Purtroppo continuano a saltar fuori falle pericolose per il noto lettore di PDF, la stessa Adobe riporta sul suo sito: «Una vulnerabilità critica è presente nelle attuali versioni di Flash Player (v9.0.159.0 and v10.0.22.87) per i sistemi operativi Windows, Macintosh e Linux, e nel componente authplay.dll compreso in Adobe Reader e Acrobat v9.x per Windows, Macintosh e Unix.

La vulnerabilità segnalata è:

APSA09-03 Security Advisory for Adobe Reader, Acrobat and Flash Player

Questa vulnerabilità potrebbe causare dei crash di sistema e potrebbe consentire a un utente malintenzionato di ottenere il controllo dei sistemi colpiti».

Anche Symantec ha segnalato la presenza del pericoloso bug sul proprio blog.

Gli applicativi colpiti sono Acrobat, Flash Player e Reader di Adobe e per infettare il computer è sufficiente aprire il file “incriminato”per eseguire il codice dannoso segnalato come Trojan.Pidief.G.

Per il momento, non essendo ancora pronta la patch, Adobe suggerisce di rinominare o eliminare l'accesso ai file che authplay.dll dalla cartella Adobe Reader e Acrobat v9.x.

Io suggerisco nuovamente di passare, anche solo momentaneamente ad un'altro lettore come:

- Foxit Reader
- Sumatra PDF Viewer
- PDFreaders.org
- PDF-XChange Viewer

Altre info sul sito di Adobe.

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Trappola spam sul sito MOOO.COM

Una finta vendita di liquidazione con prezzi super scontati sul sito internet MOOO.COM viene in questi giorni promossa attraverso una campagna spam di grandi dimensioni. A causa della crisi economica, viene ribadito, il sito MOOO.COM chiuderà l’attività e per questo vende tutti i suoi prodotti anche con sconti fino al 95%.

La segnalazione ci arriva da G DAta, e ci avvisa che chi riceve la mail contenente nell’oggetto “vendita in liquidazione” (clearance sale) viene invitato a cliccare su un link che dovrebbe indirizzarlo a una pagina contenente le informazioni sui vari prodotti in vendita.


La minaccia però è dietro l’angolo. Il link in questione, infatti, porta ad un file chiamato ausverkauf.exe il quale contiene una versione del noto Trojan Buzus. I Trojan della famiglia Buzus, una volta infettato il sistema delle ignare vittime, ne effettuano una scansione volta a recuperare vari tipi di dati personali (carte di credito, online banking, accessi ftp) che vengono poi trasmessi ai cyber criminali che hanno ordito l’attacco. Oltre a ciò questo malware causa una diminuzione delle impostazioni di sicurezza che rende i Pc delle vittime ancora più esposti ad ulteriori attacchi.

Va poi sottolineato come il sito MOOO.COM non abbia nulla a che fare con un portale di vendite online trattandosi solo di un servizio DNS libero attraverso il quale i sub-domini di MOOO.COM vengono impostati al fine di indirizzare poi su specifici target.

Ancora una volta risulta evidente una delle strategie preferite dai criminali online, che tentano di sfruttare determinate tecniche di attacco per ingannare gli utenti e carpire così alcune informazioni importanti come i dati personali delle loro carte di credito (il cosiddetto social engineering).

In questo caso il grande sconto proposto rappresenta una tentazione molto forte per cliccare sul link proposto e così infettare il proprio computer.

Come al solito per tutti, e non solo per i cacciatori di offerte particolarmente convenienti sul web, valgono alcuni avvisi basilari come quello di non accettare download che appaiono dopo aver cliccato su vari link, piuttosto che proteggersi con un scanner antivirus dotato di filtro http.

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Google ci proporrà il suo Sistema Operativo

Questa settimana anche Google ci ha dato dentro {miii sono stata via solo una settimana ed è successo di tutto ;-)}, sono usciti dalla lunghissima fase Beta molti prodotti, tra cui Gmail ma soprattutto la notizia importante è che anche la grande G ha deciso di cimentarsi con un Sistema Operativo.

In fondo in fondo lo sapevamo tutti che prima o poi Google ci avrebbe provato a proporci questa novità, oramai era già dotato di posta elettronica, Google Docs, Google Reader , ora il browser ed infine, quasi scontato ci sarà il Sistema Operativo.

Direttamente da Google:

Sono passati nove mesi da quando abbiamo lanciato il nostro browser Google Chrome e oggi oltre 30 milioni di persone lo utilizzano regolarmente. Google Chrome è stato progettato per tutti quelli che sul Web ci vivono, che cercano informazioni, controllano l'email, leggono le notizie, fanno shopping o semplicemente si tengono in contatto con gli amici.

Tuttavia, i sistemi operativi che fanno funzionare i browser sono stati progettati in un'epoca in cui il Web non esisteva. È per questo che oggi siamo felici di annunciare un nuovo progetto che è il naturale corollario di Chrome: Google Chrome OS, il nostro contribuito alla ridefinizione del ruolo e della natura dei sistemi operativi.

Google Chrome OS è un sistema operativo leggero e open source, destinato inizialmente ai netbook. Tra qualche mese renderemo pubblico il codice, mentre i netbook saranno disponibili a partire dalla seconda metà del 2010. Dal momento che abbiamo già illustrato questo progetto ai nostri partner e presto cominceremo a lavorare con la community open source, abbiamo pensato che fosse giusto rendere nota la nostra visione, in modo che tutti comprendano quali sono i nostri obiettivi.

Velocità, semplicità e sicurezza sono gli aspetti fondamentali di Google Chrome OS. Nelle nostre intenzioni, il sistema operativo dovrà essere veloce e leggero, in grado di avviarsi e collegarsi al Web nel giro di pochi secondi. L'interfaccia utente sarà essenziale e senza fronzoli, per valorizzare l'esperienza utente direttamente sul Web. Come già fatto per il browser, abbiamo scelto la semplicità, riprogettando completamente l'architettura di sicurezza alla base del sistema operativo, in modo che gli utenti non debbano preoccuparsi di virus, malware e aggiornamenti di sicurezza. Dovrà semplicemente funzionare.

Google Chrome OS sarà compatibile con processori x86 e ARM, e stiamo lavorando con diversi produttori OEM per poterlo lanciare sul mercato l'anno prossimo. L'architettura software è molto semplice: immaginate Google Chrome in esecuzione all'interno di un nuovo sistema a finestre, basato su un kernel Linux. Per gli sviluppatori di applicazioni, la piattaforma è il Web. Funzioneranno tutte le applicazioni basate sul Web, e nuove applicazioni potranno essere sviluppate utilizzando qualsiasi tecnologia web. Naturalmente, queste applicazioni saranno compatibili con qualsiasi browser standard su Windows, Mac e Linux, dando accesso agli sviluppatori alla più vasta base di utenti che una piattaforma sia in grado di offrire.

Google Chrome OS è un progetto nuovo, separato da Android. Android è stato progettato fin dall'inizio in modo da funzionare su un gran numero di dispositivi, dai telefoni ai set-top box e ai netbook. Allo sviluppo di Google Chrome OS lavorano persone che trascorrono gran parte del loro tempo sul Web e il sistema operativo è pensato per i computer di tutte le dimensioni, dai piccoli netbook ai sistemi desktop. Sebbene vi siano degli aspetti coincidenti tra Google Chrome OS e Android, siamo convinti che la facoltà di scegliere sia un motore per l'innovazione, a vantaggio di tutti, Google compresa.

Riceviamo sempre molti commenti dai nostri utenti e il loro messaggio è chiaro: i computer devono migliorare. Le persone vogliono avere un accesso immediato all'email, senza dover aspettare che il computer si avvii e i browser si aprano. Vogliono che i loro computer siano sempre veloci come appena comprati. Vogliono che i dati siano sempre accessibili da qualsiasi luogo, senza doversi preoccupare di perdere il computer o fare il backup dei file. Ma soprattutto nessuno vuole perdere ore a configurare il computer per far funzionare ogni singola periferica collegata.

Inoltre, un'esperienza di utilizzo del proprio computer più soddisfacente va a vantaggio di Google, poiché gli utenti saranno più propensi a trascorrere più tempo su Internet.

C'è ancora molto da lavorare e di certo avremo bisogno di tutto l'aiuto della community open source per raggiungere il nostro obiettivo, ma siamo elettrizzati dalle prospettive che abbiamo di fronte e speriamo che lo siate anche voi.

Maggiori info le trovate sul blog

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22 luglio 2009

I malware che ci hanno perseguitato a giugno

Ecco la lista dei malware di giugno fornita da G Data, nota azienda che fornisce prodotti per la sicurezza dei computer.

Questo mese passato hanno predominato i trojan, dove si registra anche un calo per i Downloader che si attestano al 23,4% ed un aumento sensibile, invece, per i Backdoor che passano dal 13,8% al 19,9%. Lieve incremento anche gli Spyware, mentre escono dalla top 5 gli Adware per fare posto ai Worm con il 4,0%.

L'analisi è stata effettuata su 83.072 tipologie di malware e da qui è stata stilata la classifica delle 5 categorie di più diffuse.

Top 5 malware

Le varie tipologie di malware sono state categorizzate in base al loro meccanismo di diffusione e alla tipologia dei danni provocati.

1.Trojan: 28,8% (-2,4%)

I Trojan (Cavalli di Troia) sono un tipo di malware le cui funzionalità sono nascoste all’interno di un programma apparentemente utile per l’utente. È dunque lo stesso utente che, installando un determinato programma, installa inconsapevolmente anche questo codice maligno che provoca danni al sistema. I Trojan non hanno una dinamica di propagazione propria, come virus e worm, ma sono solitamente inviati via e-mail o diffusi attraverso il file sharing o siti Internet.

2.Downloader: 23,4% (-2,2%)

Il Downloader è un tipo di malware che, come il nome stesso indica, scarica in maniera automatica dei file dannosi da Internet che, di norma, cercano subito di inficiare le impostazioni di sicurezza del Pc.

3.Backdoor: 19,9% (+6,1%)

I Backdoor sono paragonabili a porte di servizio che consentono di superare, in parte o in tutto, le difese di un Pc che così può, di conseguenza, essere controllato da un hacker per via remota. La maggior parte delle volte viene installato un particolare tipo di software e il Pc viene integrato in una Botnet costituita da Pc cosiddetti “zombie” che vengono quindi utilizzati per distribuire spam, rubare dati o eseguire attacchi di tipo DDoS.

4.Spyware: 15,9% (+2,3%)

Gli Spyware sono un tipo di malware il cui fine principale è quello di rubare le informazioni personali dal Pc degli utenti. Queste informazioni includono tutti i tipi di dati personali tra cui password, dati per account bancari o addirittura dati di login per i videogiochi online.

5.Worm: 4,0%

Diversamente da un virus, un worm non è collegato a un file eseguibile. Un worm si propaga trasferendosi su altri Pc attraverso network o connessioni Pc-Pc. Ci sono poi diverse sotto categorie di worm che possono essere classificate in base al loro meccanismo di propagazione: mail-worm, network-worm o P2P-worm.

Top 5 famiglie di virus

Basandosi sulle somiglianze a livello di codice, il malware può essere diviso in varie “ famiglie”:

1.Buzus: 5,2%

I Trojan della famiglia Buzus esaminano il sistema delle ignare vittime alla ricerca di dati personali o informazioni di log in per carte di credito, online banking, mail o Ftp. Inoltre cercano di modificare le impostazioni di sicurezza del sistema per renderlo ancora più vulnerabile.

2.Bifrose: 5,1%

Il Backdoor Bifrose garantisce agli hacker un accesso ai sistemi infetti e li connette a un server IRC attraverso il quale è possibile inviare dei determinati comandi.

3.Hupigon: 4,3%

Quando avviene un’infezione attraverso la variante Ur Hupigon.a vengono scritti nella cartella di sistema i file winreg.exe e notepod.exe. Inoltre avvengono variazioni a livello di registro che assicurano l’esecuzione automatica di winreg.exe ad ogni avvio di sistema. Alcuni membri della famiglia Hupigon aprono porte TCP per permettere i controllo remoto e l’accesso al file system per consentire di registrare le digitazioni sulla tastiera al fine di rubare dati personali

4.Magania: 3,5%

Questa famiglia di virus nasce in Cina ed è specializzata nel furto di dati di login per i giochi prodotti dalla taiwanese Gamania. Di solito questi Trojan sono diffusi attraverso e-mail che contengono un archivio RAR. Una volta eseguito il software maligno viene mostrata un’immagine come esca, mentre in background una serie di files vengono installati nel sistema. Magania, inoltre, si collega a Internet Explorer usando una DLL che consente al Trojan di intercettare il traffico WWW.

5.Poison: 2,5%

Il Backdoor Poison consente accessi remoti non autorizzati ai sistemi delle ignare vittime che poi possono essere utilizzati per attacchi di tipo DDoS (Distributed Denial of Service)

Maggiori info sul sito G Data.
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È arrivata la patch anche per Firefox

Come vi avevo anticipato i primi di luglio, Mozilla ha rilasciato la prima patch di sicurezza della nuovissima versione di Firefox 3.5.

Come sempre il Team di Mozilla sono rapidissimi nel risolvere i bug (per fortuna), ed hanno rilasciato il 17 luglio la nuova versione 3.5.1.

Sul sito Mozilla è possibile scaricare la nuova versione già corretta, anche se ultimamente sono circolate voci su un nuovo probabile bug che affligge anche quest'ultima versione.

Da parte sua Mozilla sostiene che non vi è nessun bug pericoloso, ma conferma alcune anomalie di crash inaspettati.

Il responsabile tecnico Mike Shaver ha spiegato tramite un post sul blog di Mozilla che le segnalazioni di questa nuova falla avrebbero "indicato in modo erroneo che si tratti di un bug sfruttabile", mentre le valutazioni dello staff di Firefox indicano che non lo è e che "non sono stati evidenziati esempi" di exploit, cioè di codice fatto per "bucare" Firefox 3.5.1.

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Vulnerabilità Microsoft

Nonostante la corposa patch di Microsoft, McAfee Avert Labs ha osservato recentemente nuovi attacchi che sfruttano la vulnerabilità Office Web Components non corrette".

Dave Marcus, direttore della ricerca di sicurezza e della comunicazione dei McAfee Avert Labs ha dichiarato: "Gli attacchi coinvolgono siti trappola in grado di caricare codici maligni su computer vulnerabili. I PC compromessi vengono dirottati e vengono uniti a una botnet, una rete di computer sotto controllo dei cybercriminali."

Maggiori info sul sito McAfee Avert Labs.

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Aggiornamenti di sicurezza Microsoft luglio

Martedì 14 luglio Microsoft ha rilasciato la consueta patch di sicurezza. Questo mese sono 6 i bollettini e risolvono ben 9 vulnerabilità, tra cui la grave falla di sicurezza per Microsoft relativa al bug Video ActiveX Control. Ecco il dettaglio della patch:

MS09-029  Alcune vulnerabilità nel motore per caratteri Embedded OpenType possono consentire l'esecuzione di codice in modalità remota (961371)

Questo aggiornamento per la protezione risolve due vulnerabilità nel motore per caratteri Embedded OpenType (EOT), componente di Microsoft Windows. Tali vulnerabilità sono state segnalate privatamente. Le vulnerabilità possono consentire l'esecuzione di codice in modalità remota. Sfruttando una di queste vulnerabilità, un utente malintenzionato può assumere il controllo completo del sistema interessato in maniera remota. Potrebbe quindi installare programmi e visualizzare, modificare o eliminare dati oppure creare nuovi account con diritti utente completi. Gli utenti con account configurati in modo da disporre solo di diritti limitati sono esposti all'attacco in misura inferiore rispetto a quelli che operano con privilegi di amministrazione.
   
MS09-028  Alcune vulnerabilità in Microsoft DirectShow possono consentire l'esecuzione di codice in modalità remota (971633)

Questo aggiornamento per la protezione risolve una vulnerabilità divulgata pubblicamente e due vulnerabilità segnalate privatamente di Microsoft DirectShow. Tali vulnerabilità possono consentire l'esecuzione di codice in modalità remota al momento dell'apertura di un file multimediale QuickTime appositamente predisposto. Sfruttando una di queste vulnerabilità, un utente malintenzionato può ottenere gli stessi diritti utente dell'utente locale. Gli utenti con account configurati in modo da disporre solo di diritti limitati sono esposti all'attacco in misura inferiore rispetto a quelli che operano con privilegi di amministrazione.  

MS09-032  Aggiornamento cumulativo per la protezione dei kill bit di ActiveX (973346)

Questo aggiornamento per la protezione affronta una vulnerabilità che è stata segnalata privatamente. La vulnerabilità presente nel controllo ActiveX Microsoft Video può consentire l'esecuzione di codice in modalità remota se un utente visualizza una pagina Web appositamente predisposta con Internet Explorer, creando il controllo ActiveX. Non è mai stata prevista la creazione di istanze del controllo ActiveX in Internet Explorer. Gli utenti con account configurati in modo da disporre solo di diritti limitati sono esposti all'attacco in misura inferiore rispetto a quelli che operano con privilegi di amministrazione.
  
MS09-033  Una vulnerabilità in Virtual PC e Virtual Server può consentire l'acquisizione di privilegi più elevati (969856)

Questo aggiornamento per la protezione risolve una vulnerabilità di Microsoft Virtual PC e Microsoft Virtual Server che è stata segnalata privatamente. Un utente malintenzionato che sfrutti questa vulnerabilità potrebbe eseguire codice non autorizzato e acquisire il controllo completo del sistema operativo guest interessato. Potrebbe quindi installare programmi e visualizzare, modificare o eliminare dati oppure creare nuovi account con diritti utente completi.
  
MS09-031  Una vulnerabilità di Microsoft ISA Server 2006 può consentire l'acquisizione di privilegi più elevati (970953)

Quest'aggiornamento per la protezione risolve una vulnerabilità segnalata privatamente n Microsoft Internet Security and Acceleration (ISA) Server 2006. La vulnerabilità può consentire l'acquisizione di privilegi più elevati se un utente malintenzionato riesce ad agire per conto di un account utente amministrativo per un server ISA configurato per l'autenticazione Radius One Time Password (OTP) e per la delega dell'autenticazione con la delega vincolata Kerberos.
   
MS09-030  Una vulnerabilità in Microsoft Office Publisher può consentire l'esecuzione di codice in modalità remota (969516)

Questo aggiornamento per la protezione risolve una vulnerabilità segnalata privatamente in Microsoft Office Publisher che può consentire l'esecuzione di codice in modalità remota se un utente apre un file Publisher appositamente predisposto. Sfruttando questa vulnerabilità, un utente malintenzionato potrebbe assumere il pieno controllo del sistema interessato. Potrebbe quindi installare programmi e visualizzare, modificare o eliminare dati oppure creare nuovi account con diritti utente completi. Gli utenti con account configurati in modo da disporre solo di diritti limitati sono esposti all'attacco in misura inferiore rispetto a quelli che operano con privilegi di amministrazione.
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Pausa forzata

Come vi avevo già anticipato, ho avuto un problemino di salute che mi ha costretto ad una "vacanza" ospedaliera forzata.

Ora dovrebbe essere tutto a posto, quindi passo subito a segnalarvi gli accadimenti più importanti che si sono succeduti in questa settimana.

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13 luglio 2009

Malware e virus di giugno secondo Gdata

I Trojan ancora in testa, ma con un lieve calo percentuale

In Giugno il panorama del malware è stato ancora dominato dalla presenza di Trojan che hanno comunque subito una lieve flessione. Lo dimostrano gli ultimi dati provenienti dai G Data Security Labs secondo cui il 28,8% (-2,4% rispetto al mese di Maggio) del malware registrato nell’ultimo mese è costituti proprio da Trojan.

Si registra anche un calo per i Downoader che si attestano al 23,4%. Aumento sensibile, invece, per i Backdoor che passano dal 13,8% al 19,9%. Lieve incremento anche gli Spyware, mentre escono dalla top 5 gli Adware per fare posto ai Worm con il 4,0%. La ricerca di G Data ha analizzato 83.072 tipologie di malware e da qui è stata stilata la classifica delle 5 categorie di più diffuse.

Top 5 malware
Le varie tipologie di malware sono state categorizzate in base al loro meccanismo di diffusione e alla tipologia dei danni provocati.

1. Trojan: 28,8% (-2,4%)
I Trojan (Cavalli di Troia) sono un tipo di malware le cui funzionalità sono nascoste all’interno di un programma apparentemente utile per l’utente. È dunque lo stesso utente che, installando un determinato programma, installa inconsapevolmente anche questo codice maligno che provoca danni al sistema. I Trojan non hanno una dinamica di propagazione propria, come virus e worm, ma sono solitamente inviati via e-mail o diffusi attraverso il file sharing o siti Internet.

2. Downloader: 23,4% (-2,2%)
Il Downloader è un tipo di malware che, come il nome stesso indica, scarica in maniera automatica dei file dannosi da Internet che, di norma, cercano subito di inficiare le impostazioni di sicurezza del Pc.

3. Backdoor: 19,9% (+6,1%)
I Backdoor sono paragonabili a porte di servizio che consentono di superare, in parte o in tutto, le difese di un Pc che così può, di conseguenza, essere controllato da un hacker per via remota. La maggior parte delle volte viene installato un particolare tipo di software e il Pc viene integrato in una Botnet costituita da Pc cosiddetti “zombie” che vengono quindi utilizzati per distribuire spam, rubare dati o eseguire attacchi di tipo DDoS.

4. Spyware: 15,9% (+2,3%)
Gli Spyware sono un tipo di malware il cui fine principale è quello di rubare le informazioni personali dal Pc degli utenti. Queste informazioni includono tutti i tipi di dati personali tra cui password, dati per account bancari o addirittura dati di login per i videogiochi online.

5. Worm: 4,0%
Diversamente da un virus, un worm non è collegato a un file eseguibile. Un worm si propaga trasferendosi su altri Pc attraverso network o connessioni Pc-Pc. Ci sono poi diverse sotto categorie di worm che possono essere classificate in base al loro meccanismo di propagazione: mail-worm, network-worm o P2P-worm.

Top 5 famiglie di virus

Basandosi sulle somiglianze a livello di codice, il malware può essere diviso in varie “ famiglie”:

1. Buzus: 5,2%
I Trojan della famiglia Buzus esaminano il sistema delle ignare vittime alla ricerca di dati personali o informazioni di log in per carte di credito, online banking, mail o Ftp. Inoltre cercano di modificare le impostazioni di sicurezza del sistema per renderlo ancora più vulnerabile.

2. Bifrose: 5,1%
Il Backdoor Bifrose garantisce agli hacker un accesso ai sistemi infetti e li connette a un server IRC attraverso il quale è possibile inviare dei determinati comandi.

3. Hupigon: 4,3%
Quando avviene un’infezione attraverso la variante Ur Hupigon.a vengono scritti nella cartella di sistema i file winreg.exe e notepod.exe. Inoltre avvengono variazioni a livello di registro che assicurano l’esecuzione automatica di winreg.exe ad ogni avvio di sistema.

Alcuni membri della famiglia Hupigon aprono porte TCP per permettere i controllo remoto e l’accesso al file system per consentire di registrare le digitazioni sulla tastiera al fine di rubare dati personali

4. Magania: 3,5%
MagaQuesta famiglia di virus nasce in Cina ed è specializzata nel furto di dati di login per i giochi prodotti dalla taiwanese Gamania.
Di solito questi Trojan sono diffusi attraverso e-mail che contengono un archivio RAR. Una volta eseguito il software maligno viene mostrata un’immagine come esca, mentre in background una serie di files vengono installati nel sistema. Magania, inoltre, si collega a Internet Explorer usando una DLL che consente al Trojan di intercettare il traffico WWW.

5. Poison: 2,5%
Il Backdoor Poison consente accessi remoti non autorizzati ai sistemi delle ignare vittime che poi possono essere utilizzati per attacchi di tipo DDoS (Distributed Denial of Service)

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12 luglio 2009

La classifica dei malware di giugno di Kaspersky

Kaspersky Lab ci informa con la consueta classifica relativa alla diffusione del malware per il mese di giugno.

La prima tabella si riferisce ai programmi nocivi, adware e programmi potenzialmente pericolosi rilevati e resi inoffensivi al primo trattamento anti-virus da subito, nel quadro dell'azione svolta dal componente di programma “scanner on-access”. L'impiego della metodologia di statistica “on-access” consente di condurre un'immediata analisi dei programmi malware più recenti, dei più pericolosi e dei più diffusi. Tali programmi vengono di fatto bloccati ed inibiti nel momento stesso in cui tentano di avviarsi, o durante il loro download dalla rete sui computer degli ignari utenti.

 
I cambiamenti introdotti nella metodologia di analisi delle minacce, non hanno influito sulla leadership della classifica: Net-Worm.Win32.Kido.ih mantiene saldamente la prima posizione. Inoltre, in questa Top-20 compaiono anche due varianti di tale worm, ovverosia Kido.jq e Kido.ix. Evidentemente, la copiosa presenza di Kido nella classifica sopra riportata, è legata al fatto che i «rappresentanti» di tale famiglia di worm sono soliti diffondersi anche tramite supporti mobili, precedentemente utilizzati su unità sprovviste di un'adeguata protezione anti-virus.

Per gli stessi motivi, compaiono in classifica anche AutoRun.dui e AutoRun.rxx, della famiglia di worm Autorun. Troviamo poi, all'interno di questa Top-20, un Trojan Script di particolare interesse, peraltro attivamente utilizzato dai criminali informatici: Trojan-Downloader.JS.LuckySploit.q (ne parleremo più avanti).

Al ventesimo posto si colloca l'adware Shopper.v, uno dei più famosi programmi nel suo genere (la società che lo ha elaborato, Zango - in precedenza Hotbar - è stata chiusa alcuni mesi fa). Tale applicazione installa toolbar di vario tipo, molto difficili da disinstallare, sia nei browser che nei client di posta: saranno in tal modo mostrati in continuazione all'utente dei banner pubblicitari.

La seconda classifica è stata stilata sulla base dei dati acquisiti grazie alle attività condotte dall'anti-virus web: rispecchia la situazione attualmente presente in ambito Internet. Questa Top-20 è composta dal malware rilevato sulle pagine web, così come da quei software nocivi che cercano subdolamente di infiltrarsi nei computer degli utenti tramite il download dalle pagine Internet. In altre parole, questa seconda classifica fornisce illuminanti risposte a due diverse domande: «Quali sono i programmi nocivi che infettano con maggiore frequenza le pagine web?» e «Qual è il malware più frequentemente scaricato - in maniera consapevole od inconsapevole - dalle pagine Internet nocive ed infette?».



La prima posizione è occupata di diritto dal Trojan Downloader Gumblar.a. L'azione che esso conduce rappresenta un eccellente esempio di drive-by-download. Gumblar.a è uno script codificato di piccole dimensioni: quando viene eseguito, reindirizza l'utente al sito infetto dal quale, a sua volta, viene scaricato ed installato il file nocivo eseguibile.

Quest'ultimo, dopo essere stato installato nel sistema, esercita evidenti effetti sul traffico web dell'utente, modificando ad esempio i risultati delle ricerche eseguite tramite Google; allo stesso modo, ricerca nel computer dell'utente le password relative ai server FTP, per poi successivamente procedere all'infezione di questi ultimi. Si assiste così alla formazione di una botnet costituita da server infettati, grazie alla quale i malintenzionati potranno agevolmente caricare sui computer degli utenti qualsivoglia tipo di programma nocivo.

La quantità di server infetti è davvero enorme: la diffusione del contagio si è finora prodotta proprio tramite quei computer sprovvisti di adeguata protezione anti-virus. Un ulteriore significativo esempio di download drive-by è rappresentato dal Trojan Downloader LuckySploit.q, che si colloca al terzo posto della classifica sopra riportata e fa altresì parte, come abbiamo visto, della prima Top-20. Si tratta di uno script magistralmente offuscato, il quale inizialmente raccoglie tutte le informazioni relative alla configurazione del browser dell'utente, per poi inviarle al sito nocivo, cifrandole tramite chiave RSA diretta. Nel server, tali informazioni vengono poi decifrate mediante chiave RSA inversa e, a seconda della configurazione del browser precedentemente individuata, viene restituito all'utente un intero bouquet di script, i quali sfrutteranno le vulnerabilità presenti nel computer e provvederanno al caricamento in esso di ulteriori programmi malware.

Oltretutto, una combinazione così articolata e mutevole rende di particolarmente difficile un’analisi su campioni dello script iniziale, preposto a raccogliere le informazioni relative al browser: nel caso poi in cui il server che decifra tali informazioni risulti inaccessibile, non sarà possibile nemmeno la ricezione dei dati riguardanti gli script che saranno, nella circostanza, subdolamente inviati all'utente.

Vi è poi tutta una serie di malware che sfruttano proprio le vulnerabilità presenti nei programmi elaborati da alcune delle maggiori software house. La presenza in classifica degli exploit Trojan-Clicker.SWF.Small.b, Exploit.JS.Pdfka.gu, Exploit.JS.Pdfka.lr ed Exploit.SWF.Agent.az è allo stesso tempo indice sia della popolarità che della vulnerabilità dei prodotti Adobe Flash Player e Adobe Reader. Vengono altresì sfruttate vulnerabilità di vario genere insite nelle soluzioni software elaborate da Microsoft: Trojan-Downloader.JS.Major.c, ad esempio, nella sua azione cerca di avvalersi immediatamente di alcune vulnerabilità presenti in varie componenti sia del sistema operativo che delle applicazioni di Microsoft Office.

Tirando le somme, si può senz'altro asserire che in questi ultimi tempi si osserva distintamente la tendenza, da parte dei cybercriminali, ad utilizzare in maniera sempre più marcata le varie tipologie del subdolo ma astuto metodo di download drive-by, per infettare i computer degli utenti: è proprio questo, oramai, l'orientamento imperante nel Web. In ragione di quanto sopra esposto, risulta pertanto sempre più indispensabile, per gli utenti, effettuare tempestivamente l'installazione degli aggiornamenti riguardanti sia il sistema operativo che i programmi da essi utilizzati; è in egual modo strettamente necessario, ovviamente, procedere sempre agli aggiornamenti del proprio programma anti-virus.
D'ora in poi, la nostra rassegna mensile sul malware includerà un ulteriore elemento innovativo, ovverosia la classifica relativa ai paesi in cui è stato riscontrato il maggior numero di tentativi di infezione tramite web:

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11 luglio 2009

G Data: lotteria della cybermafia in cerca di prede

Gli esperti di sicurezza di G Data prendono contatto con i criminali online...

Diventare ricco vincendo di milioni al Lotto è il sogno di tantissime persone. Non è un caso, dunque, se l’ultima ondata di spam promette proprio la realizzazione di questo sogno. Nelle mail che stanno arrivando nelle caselle di tutto il mondo viene promesso un premio di 2.35 milioni di euro con il solo obbligo di prendere contatto telefonicamente con il mittente. Secondo quanto accertato dalla polizia, lo scopo è quello di effettuare trasferimenti bancari fraudolenti o riciclare di denaro sporco. G Data ha investigato e ha provato a contattare di persona questa fantomatica società European Lotto Monitoring che ha sede a Madrid.

"L’inganno non è nuovo, ma la cosa interessante è che questa volta i criminali online hanno lasciato un vero numero di telefono. Di solito i criminali mirano ad impossessarsi di dati personali o bancari da utilizzare poi per frodi o riciclaggio di denaro sporco. L’ultima ondata di spam è probabilmente una campagna orchestrata per favorire il riciclaggio. In questi casi è sempre meglio non rispondere alle e-mail e, anzi, cancellarle immediatamente”, ha dichiarato Ralf Benzmüller, Manager of G Data Security Labs.

G Data però ha voluto andare più a fondo e per questo motivo ha chiamato il numero di telefono riportato in queste mail di spam e che rimanda a una presunta società con sede in Madrid. Al telefono ha risposto un gentile signore che parlava un tedesco stentato e che si è presentato come Randy Peters, rappresentante della società European Lotto Monitoring. Quest’uomo ha dichiarato di non poter dare direttamente informazioni sulla vincita perché il suo compito era quello di raccogliere soltanto dei dati. Ha comunque confermato che la somma di 2.35 milioni di cui si parlava nella mail è corretta, sebbene l’importo totale potesse al momento subire delle variazioni.

G Data a questo punto ha inviato le informazioni raccolte alle forze dell’ordine preposte.

Questo il riassunto della telefonata con RANDY PETERS:

G Data: Salve, sto parlando con la European Lotto Monitoring Unit? Ho ricevuto una vostra comunicazione secondo cui avrei vinto un premio.

RANDY PETERS: Con chi vuole parlare? La capisco poco…

G Data: Ho appena ricevuto una mail da Mr Hernandez e sono molto contento di sapere che ho vinto a una lotteria. Volevo quindi capire ora cosa devo fare.

RANDY PETERS: Ah lei sta chiamando in seguito alla mail di Lotto Monitoring. Qual è il suo nome?

G Data: Il mio nome è A.....

RANDY PETERS: Può ripetere cortesemente? Il mio tedesco non è molto buono…

Sullo sfondo si sente il rumore di una tastiera di Pc su cui si sta digitando. Apparentemente sembra che il nostro interlocutore stia cercando il nome che abbiamo dato in un qualche database in modo tale da trovare una corrispondenza con qualche lista di distribuzione di spam.

RANDY PETERS: Sfortunatamente non riesco a trovare il suo nome. Forse dovrebbe darmi un numero telefonico.

- Diamo quindi al nostro interlocutore un numero telefonico approntato per queste occasioni. -

G Data: è vera la cifra totale della vincita? Sono davvero 2.35 milioni di euro?

RANDY PETERS: Sì, certamente. È così. Stiamo raccogliendo tutti I dati per mandarli a Lotto Monitoring per completare la pratica e quindi trasferire il denaro.

G Data: Quanto ci vorrà? Avrò tutto il denaro?

RANDY PETERS: Sì, certamente. Non posso darle l’ammontare preciso, dal momento che il premio deve essere diviso. Potrebbe essere di meno. Ho bisogno ora del suo indirizzo, numero di telefono e conto corrente bancario per avviare tutta la procedura. Come le ho detto io mi occupo solamente di raccogliere i dati per poi inoltrarli a chi di dovere.

G Data: C’è per caso da pagare qualcosa? Non so come funzionano queste cose…. Sa, ho sentito di alcune storie sulle frodi informatiche…

RANDY PETERS: No, no lei riceverà semplicemente il denaro vinto. Sarà accreditato sul suo conto nelle prossime settimane. Non c’è nulla da pagare, se non un fee per tutta la procedura. Questo si traduce nel 3.5 % della sua vincita che dovremmo detrarre dalla soma totale. Può dunque darmi I suoi dati?

G Data: La linea è un po’ disturbata, possa mandare I miei dati via e-mail all’indirizzo di Mr Hernandez?

RANDY PETERS: Sì va bene. Si assicuri di mandare tutti i dati così potrà avere la prima tranche del denaro in una settimana. Dovrà poi solo trasferire il fee richiesto per l’operazione una volta ricevuto.

A questo punto G Data interrompe la comunicazione.

Maggiori info sul sito ufficiale G Data.

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10 luglio 2009

Siti irraggiungibili, 4 soluzioni

Oggi vi voglio parlare di alcuni siti abbastanza utili, per monitorare siti che improvvisamente risultano offline. A volte può capitare che visitando il vostro sito preferito anziché aprirsi come sempre, si apre una pagina di errore o appare la scritta "sito temporaneamente irraggiungibile". I motivi possono essere molti, il server è down, oppure il sito ha una larghezza di banda limitata, una manutenzione temporanea, etc.

Cosa fare a questo punto? Per evitare di aspettare che la situazione si ripristini, andando a controllare continuamente, potete provare ad utilizzare una di queste soluzioni.

Installare un estensione per il browser Firefox, che vi permetterà di rimanere aggiornati sullo stato di un sito web. Si chiama Mr. Uptime, e una volta installato, quando vi troverete sul sito offline, potrete aggiungerla alla lista delle pagine che l’addon dovrà tenere sotto controllo. Appena la pagina tornerà online, sarete avvisati, grazie all’apertura di una scheda con la pagina che avevate messo in coda.

Altro servizio gratuito di monitoraggio e controllo siti è Site Monitor. Una volta su sito è sufficiente inserire l'indirizzo da monitorare, la vostra e-mail, il sito verrà monitorato ogni 15 minuti, controllando che sia raggiungibile e Online, quando lo sarà riceverete un'e.mail di avviso.

Altro comodo servizio per il browser Firefox, è Coral, una grande rete P2P per la distribuzione libera di contenuti, creata per migliorare l'accessibilità dei contenuti Web. In pratica se vuoi accedere a una pagina Web che al momento é lenta o irraggiungibile, basta utilizzare la "Coral cache", aggiungendo al link originale .nyud.net.


Ma potrebbe anche capitare che siate solo voi a non riuscire a visualizzare il sito in questione oppure che sia realmente down il server che lo ospita. Per verificarlo basterà andare sul sito Downforeveryoneorjustme.

Una volta digitato l’indirizzo del sito che non riuscite a caricare ed il servizio vi dirà immediatamente se il sito è down oppure no.

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9 luglio 2009

Google elimina gli aggiornamenti in background

Gli aggiornamenti automatici sono da sempre un problema, tornano utili per chi si dimentica di aggiornare i programmi sul proprio computer, ed in questo modo si risolvono i bug che permettono di infettare moltissimi computer, ma sono anche ritenuti invasi da molti utenti, soprattutto quando questi non sono comunicati all'utente.

Proprio in questi giorni fervono discussioni sull'aggiornamento che Microsoft ha effettuato il 9 giugno, che nonostante il proprio sistema fosse configurato per non installare in automatico degli update, l'aggiornamento si è attivato ugualmente, confermato dalla Società di Redmond.

Al di là delle discussioni che potrebbero sorgere, non è la prima volta e non sarà l'ultima.

Anche Google, come molte altre aziende che forniscono software, quali per esempio gli antivirus, utilizza la funzione Google Up-date in background, fino ad oggi.

Andando incontro alle richieste degli utenti, il colosso di Mountain View, ha apportato delle modifiche al funzionamento di questo meccanismo, il software di aggiornamento ora utilizzerà la funzionalità "Operazioni pianificate" di Windows per eseguirsi ad intervalli regolari.

Lo potete verificare andando su pannello di controllo e appunto operazioni pianificate, troverete la voce Google Software Up-date.

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8 luglio 2009

Grave falla di sicurezza per Microsoft

Altra falla per Microsoft che coinvolge i browser I.E. 6 e 7, dove è stato scoperto un bug che mette a rischio il Video ActiveX Control.

La stessa Microsoft ne dà comunicazione con due avvisi, il primo è del 3 di giugno 971778, il secondo del 6 luglio 972890 descrive che il problema risiede in una componente di DirectShow che interessa i sistemi operativi Microsoft Windows XP e Windows Server 2003.

In attesa della patch, che probabilmente sarà pronta tra qualche settimana, per risolvere momentaneamente questo problema da Redmond suggeriscono l'utilizzo dei tool automatici Fix it di cui vi avevo parlato all'inizio dell'anno. I fix it sono 972890 e 971778.


Si ricorda che è importante aggiornare l’antivirus, in quanto molti produttori hanno già aggiornato i propri software e sono in grado di riconoscere e bloccare l'exploit.

Altre info da Secunia e McAfee.

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7 luglio 2009

Vuoi lavorare? Dacci le tutte le tue password

Il controverso argomento delle password, oggi ha una nuova sfaccettatura, non è in discussione la complessità della scelta di questo elenco di lettere e numeri che ci permettono di accedere a file, cartelle, account di posta o siti internet, ma la richiesta un po' arbitraria come dato fondamentale per ottenere un lavoro.

Sempre più oggi le password diventano fondamentali per accedere a moltissimi servizi, e non solo a file di poca importanza sul proprio computer, ma anche a conti online di banche, su siti di operazioni azionarie o a siti di aste, Social Network, chat e via dicendo.

Ma cosa succederebbe se per avere un lavoro vi venisse richiesto di consegnare tutte le vostre password che vi permettono di accedere ai moltissimi siti che si trovano in rete?

È ciò che è successo in Montana, per diventare impiegato comunale è necessario compilare un modulo nel quale viene richiesto di elencare tutti i siti personali e dedicati al business utilizzati al momento, le pagine web o l'appartenenza a chat, club o forum su Internet che includono:


Facebook, Google, Yahoo, YouTube.com, MySpace, etc.

Dopo la denuncia di un cittadino anonimo che voleva candidarsi per il posto di lavoro presso il Comune, il responsabile Chris A. Kukulski, in un comunicato stampa (in fondo e in inglese), ha dichiarato che non sarà più necessario inserire i dati personali affermando che è stato un eccesso dettato dall'intento di garantire persone oneste e corrette per alcuni ruoli nell’amministrazione pubblica.
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6 luglio 2009

La guerra dei motori di ricerca

Il motore di ricerca Google inizia ad avere molta concorrenza.

Proprio qualche giorno fa vi segnalavo 10 motori di ricerca un po' diversi dal solito, che sicuramente non impensieriscono la grande G, probabilmente neppure Wolfram Alpha, il motore di ricerca che risponde alle vostre domande o Hunch, il motore di ricerca degli indecisi impensierisce il più usato dei motori di ricerca, una specie di intelligenza artificiale/psicologo che prendere decisioni al posto  dell'utente migliorandosi a mano a mano che viene usato e neppure Ideas per chi è a corto di idee e ispirazione.

La concorrenza potrebbe arrivare a questo punto da Bing il motore di ricerca da poco inaugurato da Microsoft

Secondo i primi rilevamenti in america, sembra che stia lentamente crescendo rosicchiando a Google una fetta di utenti.

Per chi volesse fare una verifica fra i risultati di Google ed il nuovissimo Bing, lo può fare grazie a Bing e Google, un sito che permette di confrontare  i risultati prodotti da entrambi i motori di ricerca. Molto simile a Wolfram Alpha Google 0.4 che permette di utilizzare tutti e due i motori di ricerca.

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