sponsor

23 aprile 2010

La Fieg ci vuole tassare la connessione!!


Non è la prima volta che la Fieg ci prova, dopo aver presentato il risultato dei dati sullo stato del settore nel triennio 2007-2009 alla Camera, propone una soluzione per le perdite subite dalla stampa italiana.

Il presidente della Federazione italiana degli editori, Carlo Malinconico, propone una tassa transitoria sul web per risollevare le sorti dei quotidiani cartacei. Sostiene che «Occorre, ad esempio intervenire sulle utilizzazione improprie dei contenuti. Abbiamo presentato ricorsi all'Antitrust e all'Ue, ma i tempi sono lunghi. Occorre un'iniziativa in tempi brevi, coinvolgendo i motori di ricerca o quelli che hanno la connessione in Adsl». 

ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) si è opposta e in comunicato riporta, oltre alla perplessità del superamento della crisi dei quotidiani, che la stessa tassa finito il periodo transitorio diventerà permanente, come solitamente capita in Italia. 

A parte che ci sono già dei contributi statali ad aiutare gli editori, e visto che anche la SIAE vorrebbe comunque un contributo, io mi chiedo, ma com'è che tutti vorrebbero spillarci degli ulteriori soldi a quelli che sborsiamo già per navigare.

Io sono daccordo per la libera informazione, e ritengo sia necessaria  una buona informazione che venga dai vecchi media, dai giornali o da internet, ma oggi è veramente così? 

La televisione ci propone un informazione minima, taroccata, il più delle volte di parte, sovente le notizie non vengono date, e i giornali non stanno molto meglio. Non saranno questi i motivi per cui i quotidiani perdono lettori. Costi alti e contenuti minimi.

Non sarebbe ora che i giornalisti tornassero a fare il loro lavoro, magari così risolvono i loro problemi in modo che noi utilizzatori della rete (già paganti) possiamo navigare senza ulteriori balzelli?

Voi cosa ne pensate?

Se volete restare aggiornati al mio blog, abbonatevi a questo feed.

Leggi le altre notizie di Infotecnonews.

Risolvere il falso positivo di McAfee (DAT) 5958

McAfee è di nuovo incappata in un falso positivo, riscontrato  nell' aggiornamento rilasciato in questi giorni, che ha causato il blocco di molti computer con installato il sistema operativo Microsoft XP e dotati dell'antivirus McAfee.

L'anno scorso molti antivirus avevano creato non pochi problemi agli utenti a causa di falsi positivi tra cui anche McAfee.

I falsi positivi, vi sono sempre stati, ma quando il programma rileva come nocivo un file di sistema, rimuovendolo e bloccando di conseguenza il computer in uso, la cosa diventa molto più complessa e delicata.

In pratica l'aggiornamento rilasciato, il  file Virus Definition (DAT) 5958, segnalava come virus  w32/wecorl.a all'interno del componente svchost.exe di Windows. Eliminandolo ha causato il riavvio continuo della macchina o la schermata blu, impedendo di accedere alla rete.

È stato rilasciato, qualche ora dopo, un nuovo file DAT (5959), ed è stata resa disponibile una guida ufficiale per aiutare gli utenti a risolvere il problema. 

Arriva inoltre da Panda Security un avviso che allerta a fare attenzione nella ricerca di un'eventuale soluzione a questo problema, perché i cibercriminali ne hanno immediatamente approfittato creando parecchi falsi indirizzi per scaricare un falso antivirus rilevato come Adware / CleanUpAntivirus.


Se volete restare aggiornati al mio blog, abbonatevi a questo feed.

Leggi le altre notizie di Infotecnonews.

22 aprile 2010

Fix it il nuovo strumento diagnostico Microsoft

Un anno fa vi portavo a conoscenza di un utility, che Microsoft aveva attivato per risolvere in maniera semplice gli errori che potevano nascere nell'uso del sistema operativo, il tool Fix it, un bottone che aiuta a risolvere un problema specifico riscontrato, ora la casa Redmond, ha apportato una miglioria,  ha reso disponibile Fix It Center.


Fix it è uno strumento diagnostico gratuito che aiuterà gli utenti a correggere automaticamente i problemi comuni che affliggono il PC, dopo averlo scaricato, verrà richiesto di creare un account personale e riservato sul sito di Fix it, dove verrà memorizzata la configurazione hardware e software del PC.

Questo software oltre a risolvere i problemi presenti, è utile anche per prevenire futuri grattacapi grazie a una costante ricerca  degli up date di sistema. 

Al momento è in fase beta e non ancora disponibile in italiano, i sistemi operativi supportati sono Windows Xp, Windows Vista ed anche Windows 7.


Se volete restare aggiornati al mio blog, abbonatevi a questo feed.

Leggi le altre notizie di Infotecnonews.

Google pubblica la mappa delle richieste di censura nel mondo

Come siamo messi con la censura in Italia? Male! Di norma quando sentiamo parlare di censura sul web il primo pensiero va alla Cina, poi a tanti altri Stati che erroneamente si pensa siano sempre molto lontani da noi come India, Corea, Turchia.

Invece, purtroppo i paesi che applicano la censura sul web sono moltissimi, molto più dietro l'angolo, anzi  addirittura in casa nostra.

Magari molti di voi lo sapevano già, ma ora abbiamo anche un punto di riferimento che ci permette di valutare meglio la situazione. Infatti solo a Google le richieste di censura, da parte dell'Italia sono ben 57, questo ci porta ad essere al 7°posto e al 6° per le richieste dati  con un numero di 550 (attualmente), nella classica verificabile sul Government Requests tool.


Riporto la motivazione di questa pubblicazione dal blog di Google

L’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma che “ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione; questo diritto include la libertà di sostenere opinioni senza condizionamenti e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo ai confini”. Scritto nel 1948, questo principio è oggi perfettamente applicabile ad Internet – uno dei più importanti strumenti per la libertà di espressione nel mondo. Tuttavia il controllo esercitato dai Governi sulla rete sta crescendo rapidamente: dal blocco completo al filtraggio dei siti, ai provvedimenti giudiziari che limitano l’accesso ad alcune informazioni, fino alle misure legislative che obbligano le aziende a controllare i propri contenuti.

Come giustamente viene precisato sul comunicato, molte di queste richieste sono lecite in quanto riguardano richieste di rimozione di contenuti pedopornografici o richieste per svolgere inchieste giudiziarie, ma "i dati relativi a queste attività non sono stati finora resi disponibili su larga scala. Crediamo che una maggiore trasparenza porterà a ridurre i rischi di censura."

Considerato che le richieste di cui sopra, sono rivolte solo a Google, si deduce che possiamo solo avere uno ipotesi della situazione visto che non sappiamo a chi e quante altre richieste similari sono state effettuate, inoltre è pur sempre un dato approssimativo visto che le motivazioni di tali richieste possono essere legittime.

Il mio personale parere è che i dati sono comunque molto elevati e il pensiero che ci venga sempre più preclusa la libertà di sapere, conoscere, imparare, informarci e soprattuto farci una nostra personale idee delle cose non mi piace proprio! :-(

Se volete restare aggiornati al mio blog, abbonatevi a questo feed.

Leggi le altre notizie di Infotecnonews.

21 aprile 2010

Attenzione alla falsa estensione per Chrome

Con il crescente successo del browser Google Chrome, anche i creatori di malware iniziano ad interessarsi e colpire tramite false comunicazioni.


Dalla versione 4, Google ha messo a disposizione degli utenti le famose estensioni o plug-in tanto care per chi usa o ha usato Firefox.

Queste funzioni si possono attivare direttamente dal browser, e permettono svariate attività, utilità, comodità rendendo la navigazione semplice e piacevole. Potete scaricare le estensioni dal portale.

Purtroppo sono state rilevate da BitDefender, delle false e-mail in cui l'utente viene informato di una nuovissima estensione, grazie alla quale sarà possibile facilitare il loro accesso alla casella e-mail. 

Seguendo le indicazioni di visitare il sito cliccando sul link dell'e-mail, si verrà indirizzati verso una pagina contraffatta simile al portale ufficiale di Google Chrome, dove verrà indicato un file eseguibile (ovviamente un malware), per scaricare ed installare l’estensione.

Osservando attentamente si noterà che il download è disponibile in un file. exe mentre le estenzioni di Google Chrome si distinguono con un estensione .crx.

Trovate un approfondimento sul sito di BitDefender® 


Se volete restare aggiornati al mio blog, abbonatevi a questo feed.

Leggi le altre notizie di Infotecnonews.

20 aprile 2010

PEC per tutti tramite Poste Italiane e Telecom

PEC, il servizio di Posta Elettronica Certificata fortemente voluta dal Ministro Brunetta, sarà attivabile per tutti i cittadini italiani maggiorenni dal 26 aprile 2010. Recandosi con un documento di riconoscimento, presso la rete delle Poste italiane o i negozi Telecom, dove sarà distribuito gratuitamente un account di Pec "l’indirizzo di posta sarà codice_fiscale@dominio.it".

Lo scopo è di poter interloquire per via elettronica con la pubblica amministrazione, con un documento che avrà lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Per avere la vostra PEC è sufficiente collegarsi al sito Postacertificata, dopo il 26 aprile, seguire la procedura guidata, dopo 24 ore si potrà terminare la richiesta presso gli Uffici postali abilitati o i negozi Telecom  per l’identificazione e la conseguente firma sul modulo di adesione. 

La PEC, avrà valore solo per lo scambio di informazioni, documenti etc ... tra le amministrazioni ed i cittadini la certificazione non è consentita tra soggetti privati.

Maggiori informazioni per il procedimento sono disponibili sul sito CNIPA.


Se volete restare aggiornati al mio blog, abbonatevi a questo feed.

Leggi le altre notizie di Infotecnonews.

sponsor

Hai P IVA? Chiamate e internet illimitati con wi-fi gratuito. Clicca qui