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22 aprile 2010

Google pubblica la mappa delle richieste di censura nel mondo

Come siamo messi con la censura in Italia? Male! Di norma quando sentiamo parlare di censura sul web il primo pensiero va alla Cina, poi a tanti altri Stati che erroneamente si pensa siano sempre molto lontani da noi come India, Corea, Turchia.

Invece, purtroppo i paesi che applicano la censura sul web sono moltissimi, molto più dietro l'angolo, anzi  addirittura in casa nostra.

Magari molti di voi lo sapevano già, ma ora abbiamo anche un punto di riferimento che ci permette di valutare meglio la situazione. Infatti solo a Google le richieste di censura, da parte dell'Italia sono ben 57, questo ci porta ad essere al 7°posto e al 6° per le richieste dati  con un numero di 550 (attualmente), nella classica verificabile sul Government Requests tool.


Riporto la motivazione di questa pubblicazione dal blog di Google

L’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma che “ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione; questo diritto include la libertà di sostenere opinioni senza condizionamenti e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo ai confini”. Scritto nel 1948, questo principio è oggi perfettamente applicabile ad Internet – uno dei più importanti strumenti per la libertà di espressione nel mondo. Tuttavia il controllo esercitato dai Governi sulla rete sta crescendo rapidamente: dal blocco completo al filtraggio dei siti, ai provvedimenti giudiziari che limitano l’accesso ad alcune informazioni, fino alle misure legislative che obbligano le aziende a controllare i propri contenuti.

Come giustamente viene precisato sul comunicato, molte di queste richieste sono lecite in quanto riguardano richieste di rimozione di contenuti pedopornografici o richieste per svolgere inchieste giudiziarie, ma "i dati relativi a queste attività non sono stati finora resi disponibili su larga scala. Crediamo che una maggiore trasparenza porterà a ridurre i rischi di censura."

Considerato che le richieste di cui sopra, sono rivolte solo a Google, si deduce che possiamo solo avere uno ipotesi della situazione visto che non sappiamo a chi e quante altre richieste similari sono state effettuate, inoltre è pur sempre un dato approssimativo visto che le motivazioni di tali richieste possono essere legittime.

Il mio personale parere è che i dati sono comunque molto elevati e il pensiero che ci venga sempre più preclusa la libertà di sapere, conoscere, imparare, informarci e soprattuto farci una nostra personale idee delle cose non mi piace proprio! :-(

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21 aprile 2010

Attenzione alla falsa estensione per Chrome

Con il crescente successo del browser Google Chrome, anche i creatori di malware iniziano ad interessarsi e colpire tramite false comunicazioni.


Dalla versione 4, Google ha messo a disposizione degli utenti le famose estensioni o plug-in tanto care per chi usa o ha usato Firefox.

Queste funzioni si possono attivare direttamente dal browser, e permettono svariate attività, utilità, comodità rendendo la navigazione semplice e piacevole. Potete scaricare le estensioni dal portale.

Purtroppo sono state rilevate da BitDefender, delle false e-mail in cui l'utente viene informato di una nuovissima estensione, grazie alla quale sarà possibile facilitare il loro accesso alla casella e-mail. 

Seguendo le indicazioni di visitare il sito cliccando sul link dell'e-mail, si verrà indirizzati verso una pagina contraffatta simile al portale ufficiale di Google Chrome, dove verrà indicato un file eseguibile (ovviamente un malware), per scaricare ed installare l’estensione.

Osservando attentamente si noterà che il download è disponibile in un file. exe mentre le estenzioni di Google Chrome si distinguono con un estensione .crx.

Trovate un approfondimento sul sito di BitDefender® 


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20 aprile 2010

PEC per tutti tramite Poste Italiane e Telecom

PEC, il servizio di Posta Elettronica Certificata fortemente voluta dal Ministro Brunetta, sarà attivabile per tutti i cittadini italiani maggiorenni dal 26 aprile 2010. Recandosi con un documento di riconoscimento, presso la rete delle Poste italiane o i negozi Telecom, dove sarà distribuito gratuitamente un account di Pec "l’indirizzo di posta sarà codice_fiscale@dominio.it".

Lo scopo è di poter interloquire per via elettronica con la pubblica amministrazione, con un documento che avrà lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Per avere la vostra PEC è sufficiente collegarsi al sito Postacertificata, dopo il 26 aprile, seguire la procedura guidata, dopo 24 ore si potrà terminare la richiesta presso gli Uffici postali abilitati o i negozi Telecom  per l’identificazione e la conseguente firma sul modulo di adesione. 

La PEC, avrà valore solo per lo scambio di informazioni, documenti etc ... tra le amministrazioni ed i cittadini la certificazione non è consentita tra soggetti privati.

Maggiori informazioni per il procedimento sono disponibili sul sito CNIPA.


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Microsoft segnala l'infezione Alureon, e impedisce l'aggiornamento

Alureon è un malware che è venuto alla luce qualche mese dopo un aggiornamento di sicurezza Microsoft, ruba i dati e blocca il computer infetto fino all'inutilizzo.

A seguito della la patch MS 10-015 molti computer infetti si sono ritrovati con la fatidica schermata blu della morte (BLUE SCREEN OF DEATH), dove questo rootkit chiamato anche TDL3 o con il nome di TDSS o Tidserv, e Alureon, spia l’utente per rubare username, password e codici delle carte di credito e blocca il pc.

La patch, modificava in profondità il sistema operativo raggiungendo i kernel di Windows, in questo modo il  rootkit è venuto alla luce, che a causa di un errore di programmazione dello stesso causa il crash del sistema.

Con l'ultimo aggiornamento MS10-021 Microsoft ha integrato, un algoritmo che impedisce nel caso in cui il computer è infetto da un rootkit o un virus, l'installazione dell'aggiornamento per impedire di compromettere ulteriormente  la macchina.

L'algoritmo è stato integrato anche nei predenti aggiornamenti dove se verrà visualizzanto l'errore 0x8007F0F4 nei sistemi Windows XP, Windows Server 2000 e Windows Server 2003 o l'errore 0xFFFFFFFF sui sistemi Windows 7, Windows Vista e Windows Server 2008, significherà che il computer è infetto.

Per impedire queste infezioni è valido come sempre il suggerimento di installare e tenere aggiornati i programmi di sicurezza antimalware e se già infetti usare il tool di rimozione forniti come  (Kaspersky,  Microsoft strumento di rimozione malwareLive OneCare Safety ScannereSage Lab TDSS remover, ESET Win32/Olmarik Fixer.


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18 aprile 2010

SublimeVideo per vedere i video su qualunque browser

Sempre più sovente si sente parlare di HTML5, il nuovo linguaggio che porterà all' evoluzione dell'attuale HTML 4.01.

Non sempre le modifiche sono ben viste e accettate da tutti, e il nuovo standard crea una serrata competizione tra HTML5 e Flash.

Se volete sapere se il vostro browser supporta il nuovo Html5 potete fare un test e verificare.

Tutto ciò per parlarvi di SublimeVideo, che funziona su qualsiasi browser sia in Flash o che supportino/non supportino il nuovo Html5, funziona su su Chrome, Safari, Firefox e le versioni Internet Explorer con Chrome Frame.




SublimeVideo è un video-player creato dallo sviluppatore Jilion e che volendo ne potete seguire gli sviluppi del suo lavoro sull’account Twitter di Jilion.

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Con Gmail alleghi i file trascinandoli

Altra nuova funzionalità per Gmail, il team Google ha aggiunto la possibilità di allegare file nei messaggi di posta elettronica usando il drag and drop, ovvero selezionandoli e trascinandoli.

Sfruttando l'HTML5, la nuova funzionalità inclusa sia in Firefox che in Google Chrome, è possibile in maniera molto rapida e semplice inserire gli allegati in Gmail, anche più di uno contemporaneamente.
© googlesystem
Al momento questa funzionabilità la si può utilizzare solo con Firefox 3.6 e Chrome 4, ma il team Google attiverà questa agevolazione agli altri browser non appena supporteranno questa funzione.


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