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3 settembre 2009

10 siti per ascoltare musica gratis

Ascoltare musica dal proprio PC è ormai una cosa semplice, il web offre molti siti e applicazioni che permettono di ascoltare i nostri brani preferiti.

Ecco un elenco di alcuni siti che offrono questo servizio:

Screamer Radio permette l'ascolto di centinaia di stazioni per tutti i generi musicali e offre la possibilità di registrare direttamente a 128 Kbps il brano che stai ascoltando e salvarlo automaticamente in un file MP3.

Izaria.us, è un sito su cui si possono trovare moltissimi brani di canzoni che possono essere ascoltate e scaricate legalmente.

RadioBeta è invece un applicazione web che ti consente di ascoltare le stazioni radio di quasi tutto il mondo. Di facile utilizzo; non è necessaria la registrazione, ma se vogliamo salvare una playlist delle nostre frequenze preferite e riascoltarle viene richiesto di creare un account gratuito. Il database è immenso, solo per l’Italia sono disponibili 157 stazioni.

Soundzit è un servizio gratuito che consente agli utenti di accedere a oltre 300 milioni di canzoni, gratis e non è necessario iscriversi, basterà cliccare il pulsante play. Se si vuole si acquistare brani sul catalogo iTunes, e se avete un sito o un blog potete copiare il codice del player in flash.

Radio? Sure! fornisce un software gratuito che raccoglie più di 10000 web-radio pre-installate.Dà anche la possibilità, di registrare i nostri programmi preferiti.

Con Blogmusik potete ascoltare la vostra musica preferita online cercando all’interno di un archivio contenente migliaia di canzoni. Anche qui se vi registrate con un'account gratuito, potrete creare le vostre playlist private o pubbliche.

Fliis è un motore di ricerca musicale che permette di ascoltare in streaming tutta la musica contenuta in YouTube.

Anche StreamDrag è un nuovo motore di ricerca musicale che permette di ricercare e ascoltare musica gratuita in streaming proveniente da YouTube.

Un altro motore di ricerca è abMP3 che indicizza tutti i link per i download di file MP3 trovati sul web. Qui bisognerà fare attenzione perchè alcuni potrebbero violare i copyright, come specificato nel disclaimer.

Deezer permette di ascoltare ai sui utenti una infinità di canzoni, gratuitamente e soprattutto legalmente. Basta solo una veloce registrazione.

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1 settembre 2009

Minaccia Bredolab via spam

Una pericolosa minaccia, già in circolazione da maggio di quest'anno, sta iniziando a diffondersi a macchia d'olio.

Rilevata dalla nota Societa Trend Micro, che si occupa della sicurezza dei contenuti Internet, viene veicolata tramite allegato spam nelle e-mail.


Attraverso un allegato e-mail in cui appare una fattura per l'acquisto di un laptop, si rischia di infettare il proprio computer, perchè in realtà è una backdoor rilevata come BKDR_BREDOLAB.AL, in grado di scaricare anche un Trojan RENOS (i Trojan RENOS sono noti per scaricare file, in genere antivirus fasulli).

Secondo Trend Micro, è probabile che i criminali che stanno dietro alle attività attribuite alle campagne Zeus abbiano incluso un altro modulo nei loro deployment.

“Da questa minaccia ci aspettiamo conseguenze sempre più gravi per gli utenti Internet di tutto il mondo”, ha dichiarato Ivan Macalintal, Research Program Manager di Trend Micro.

A questo nuovo modulo è stato dato il nome di BREDOLAB; la scorsa settimana i ricercatori Trend Micro ne hanno segnalato nuove molteplici varianti rilevate nelle maggiori campagne criminali come le campagne spam che prendevano di mira UPS e DHL.

Per infiltrarsi nei PC, BREDOLAB utilizza gli exploit più recenti (come PDF, SWF) su siti Web pericolosi e allegati distribuiti tramite spam. Il suo obiettivo principale è quello di fungere da downloader; per ora la minaccia è stata principalmente osservata in associazione con antivirus fasulli, rootkit, spambot (come Cutwail) e altri programmi per la sottrazione di informazioni.

Una volta innescato il processo, il malware BREDOLAB inizia a comunicare con un kit di gestione backend che automatizza quello che viene scaricato, installato ed eseguito sui PC infetti.

Come sempre i consigli sono i soliti. Non aprire e-mail sconosciute, dotarsi di un buon antivirus aggiornato ed avere tutti scaricato tutti gli aggiornamentio relativi al proprio sistema operativo.

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30 agosto 2009

Google spiega il funzionamento di Google News

È apparso sul blog di Google Italia un post di spiegazione di come funziona l'esclusione delle notizie da Google News.
Vi riporto il post di Josh Cohen tradotto:

"E' possibile che abbiate letto oggi sulla stampa italiana che l'Antitrust ci ha notificato un'indagine in relazione a Google News come conseguenza di una segnalazione della FIEG (Federazione Italiana Editori di Giornali). In questo momento stiamo rivedendo la notifica in dettaglio, ma nel frattempo abbiamo pensato che fosse utile fare chiarezza sul meccanismo con cui gli editori possono controllare i loro contenuti sul web.

Primo, l'obiettivo di Google News è sempre stato quello di mettere a disposizione prospettive diverse su una notizia e di portare i lettori di tutto il mondo sui siti degli editori. Noi non visualizziamo le notizie nella loro completezza, piuttosto il nostro approccio è simile a quello che adottiamo per la ricerca su web: mostriamo semplicemente il titolo della notizia, una o due righe di testo e poi il link al sito dell'editore. Insomma, giusto le informazioni utili perché il lettore sia invogliato a leggere l'intero articolo. Una volta che l'utente fa click sul link e viene reindirizzato all'articolo, sta all'editore decidere come trarre profitto dal contenuto. Il giornale può scegliere se far pagare il lettore per accedere all'intero articolo oppure può ospitare pubblicità sul proprio sito.

Chi fornisce notizie, analogamente a qualsiasi altro editore online, ha il pieno controllo sul fatto di rendere visibili i propri contenuti attraverso i servizi di Google. Quindi, se un editore non vuole essere trovato su Google.com o su Google.it o su un altro motore di ricerca, può evitare l'indicizzazione automatica utilizzando uno standard universalmente accettato, chiamato robot.txt. Gli editori hanno anche una serie di altre modalità per controllare come i loro contenuti appaiono (o non appaiono). Una di queste opzioni è per esempio quella di continuare a comparire nei risultati di ricerca di Google senza comparire su Google News. In questo caso, tutto quello che deve fare è contattarci e richiedere la rimozione dal servizio. In effetti, abbiamo incontrato diversi editori italiani e rappresentanti della FIEG proprio quest'estate per spiegare loro queste opzioni.

Noi rispettiamo i desideri dei proprietari del contenuto, ed è per questo che abbiamo fatto in modo che non far parte dei nostri servizi sia semplice. Tuttavia, quando si tratta di Google News, riceviamo di gran lunga più richieste di essere inclusi nel servizio di quante ne riceviamo per la rimozione. Questo è perché gli editori capiscono che il traffico generato da Google News, e da servizi ad esso analoghi, è un traffico di valore: Google News porta oltre 1 miliardo di click al mese agli editori di notizie, molti dei quali traggono profitti da questo traffico grazie alla pubblicità presente sui loro siti."

Scritto da: Josh Cohen, Business Product Manager Google News

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28 agosto 2009

L'antitrust contro Google News Italia

Non solo Microsoft è nel mirino dell'Antitrust, ora sotto la lente dell'organismo di vigilanza c'è finita pure Google Italia News.


L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha pubblicato un bollettino in cui si legge che è stata avviata un'istruttoria nei confronti di Google Italy a seguito di una segnalazione della Fieg (Federazione italiana degli editori di giornali).

La Fieg si lamenta di come vengono aggregati contenuti giornalistici su Google News i criteri usati non sono pubblici e sono regolati da un algoritmo coperto da segreto industriale. Le pratiche tecnologiche con cui Google forma i propri indici (ranking) dei contenuti riportati su Google News Italia e i propri indici di risposta alle queries degli utenti non sono trasparenti.

Il sistema utilizzato da Google determina la presenza ed il posizionamento degli articoli riportati sul portale Google News Italia delimitando la visibilità degli annunci e il livello di preminenza dato ad alcuni rispetto ad altri, potendo favorire un soggetto a scapito di un altro. La mancanza di trasparenza, secondo la FIEG, procura danni agli editori che competono con Google nel mercato della raccolta pubblicitaria on-line.

Ma denuncia anche che l'impossibilità di un editore di un sito di news di controllare quali dei propri contenuti possano essere indicizzati e resi accessibili tramite Google News.

Le opzioni sono solo due:

- consentire al motore di ricerca Google di accedere liberamente al proprio sito e di raccogliere ed utilizzare i dati ad esso relativi anche per finalità di raccolta pubblicitaria;

- oppure vietare l’accesso al proprio sito ai sistemi automatizzati di Google, così escludendosi non solo da Google News ma anche dalla consultazione effettuata da tutti coloro che utilizzano detto motore di ricerca e dunque dai proventi pubblicitari che tale consultazione indirettamente produce.

Le modalità con cui Google procede all’utilizzo dei contenuti pubblicati sul sito dell’editore potrebbero essere tali da configurare un abuso di posizione dominante con effetti distorsivi della concorrenza nei mercati della raccolta e dell’intermediazione pubblicitaria on-line.29.

Google visualizza il titolo e le prime righe degli articoli pubblicati dagli editori, che costituiscono parte integrante del prodotto generato dai loro investimenti e dalla loro attività. In base a quanto segnalato da FIEG, ciò accadrebbe, non solo in assenza di qualsiasi remunerazione diretta per l’utilizzo dei contenuti, ma soprattutto senza che l’editore possa scegliere se includere o meno le notizie pubblicate sui propri siti internet su detto portale o possa esercitare qualsiasi forma di controllo dei contenuti visualizzati su Google News Italia.

Utilizzando contenuti prodotti da editori terzi, ha creato un portale di informazione che si pone come sostituto delle home page dei principali siti di informazione quali, ad esempio, quelli delle principali testate quotidiane o di agenzie di stampa, limitando la capacità di tali soggetti di valorizzare i propri spazi pubblicitari.

Inoltre tramite i link del portale Google News Italia si accede direttamente alla pagina interna del sito dell’editore, saltando la home page del sito stesso che rappresenta un’importante fonte di introiti pubblicitari per i siti informativi.

L’istruttoria dell’Antitrust dovrà dunque verificare se i comportamenti di Google, resi possibili dalla sua indiscussa predominanza nella fornitura di servizi di ricerca online, siano idonei ad incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria online, con l’ulteriore effetto di consolidare la sua posizione nell’intermediazione pubblicitaria online.

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27 agosto 2009

Alternativa a Twitter con 1400 caratteri

È nato un nuovo sito macroblogging anti-Twitter, dove però si possono utilizzare minimo 1400 caratteri di lunghezza, si chiama Woofer.


Non tutti apprezzano Twitter, il sito di microblogging dove è possibile postare con una massimo di 140 caratteri, forse proprio il dover concentrare e sintetizzare troppo un argomento che non permette di esprimere al meglio il proprio pensiero, ha dato l'idea di creare un nuovo spazio, simile a Twitter ma con la possibilità di chiacchierare senza usare frasi troppo concentrate.

Su Woofer, infatti, non vi è un massimo di caratteri ma un minimo, se non si usano 1400 caratteri non sarà possibile postare.

Non è necessario registrarsi, in quanto vengono usati gli stessi username di Twitter, Woofer si autodefinisce un omaggio a Twitter, ma viene specificato in home page che il sito non ha nulla a che fare con Twitter, infatti appare una scritta molto esplicita: "Non siamo affiliati in nessun modo con Twitter"

Viene anche richiesta un po' di originalità, in quanto è stato provato che inserendo per 1400 volte la stessa lettera, il sito ha risposto:

"N. Woof. Davvero?! 1.400 caratteri e sai usarne uno solo? Puoi fare di meglio ..."

Sembra che il sito sia stato creato per promuovere fonti più redditizie come Shuffletime, un gioco interattivo su Internet, se si usa Firefox in alto lo si può vedere.

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25 agosto 2009

È in arrivo un nuovo browser

Molti di voi avranno avuto modo di conoscere e provare, tempo fa (15 anni circa), il browser chiamato Netscape uno dei primi web browser grafico di successo della storia dell'informatica.

Nel 2008 fu dichiarata la fine del progetto Netscape Browser.

Il fondatore Marc Andreessen ha deciso di riprovarci con un nuovo browser: RockMelt.

RockMelt è stato fondato con Eric Vishria e Tim Howes, e da indiscrezioni sembra che il software punterà sull'integrazione del Social Network Facebook.

La promessa è di rivoluzionare il metodo con cui siamo abituati ad interagire attualmente con il browser, lo stesso Andreessen suggerisce che sarà diverso rispetto a tutti gli altri browser perché rispecchierà l'evoluzione del World Wide Web; il modo di navigare è rimasto invariato e statico in questi anni, è necessario un nuovo sistema che permetta agli utenti di interagire al meglio con le applicazioni web, dice sempre Andreessen.

Per ora è riserbo totale, ma si può però provare ad inserire la propria e-mail sulla pagina ufficiale, in modo da essere avvertiti di eventuali novità e magari l'uscita di questo innovatissimo browser.

Attendiamo l'uscita per poter provare questa nuova esperienza!!
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