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5 maggio 2009

Wolfram Alpha il nuovo motore che sbaraglierà tutti!

Un rivoluzionario motore di ricerca verrà lanciato ufficialmente in questo mese il suo nome è Wolfram Alpha, che inizialmente il motore sarà in lingua inglese.

È stato sviluppato e creato dallo scienziato britannico Stephen Wolfram, fondatore dell’omonima società di ricerca, ma famoso anche per la piattaforma Mathematica e per il libro "A New Kind Of Science" (NKS).

Presentato pubblicamente ad Harvard la scorsa settimana Wolfram Alpha è destinato a far concorrenza a colossi come Google e Wikipedia, ma anche Yahoo! Answer.


Questo motore di ricerca non fornirà dei semplici link tra cui cercare la nostra risposta, ma permetterà di formulare una domanda e ricevere una risposta come se a darcela fosse un essere umano.

Lo stesso Wolfram dichiara:
"Sarà come colloquiare con un esperto: il motore di ricerca sarà capace di comprendere gli argomenti cui l'utente fa riferimento, elaborare i dati e mostrare immediatamente i risultati. L'obiettivo è quello di fare in modo che la conoscenza sia accessibile a chiunque, ovunque ed in qualsiasi momento".
Sempre il professor Wolfram afferma al quotidiano Independent di Londra:
“Siamo solo all’inizio, il mio sistema può diventare importante per il Web quanto lo è stato Google".
Ma non sarà necessariamente un nemico per Google, infatti lo stesso ricercatore non esclude, per il futuro, alleanze proprio con il colosso di Mountain View:

"Potremmo lavorare insieme a Google in futuro. Cerchiamo partner nell’ambito dei motori di ricerca, dei media, delle news. Crediamo che possano crearsi grandi sinergie in questo campo."

Il video dimostrativo:



Maggiori info sul blog ufficiale e qui potete trovare il motore Wolfram Alpha.

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4 maggio 2009

Windows 7 gratis per 13 mesi da domani

Domani la data di rilascio della Release Candidate di Windows 7, dove Microsoft ha deciso di permettere di provarla per un periodo molto più lungo, infatti scadrà al 1° giugno 2010, in pratica 13 mesi dopo il suo rilascio.

Già distribuita lo scorso giovedì agli abbonati di MSDN e TechNet, questa versione non sarà disponibile in lingua italiana, le localizzazioni distribuite sono in inglese, francese, giapponese, tedesco e spagnolo.

Non è quindi possibile utilizzarla per aggiornare una versione italiana di Vista. Vi segnalo l'esistenza di due link dove trovare language pack non ufficiale per tradurre la RC inglese in lingua italiana:


È d'obbligo sottolineare che queste non traduzioni ufficiali e quindi non supportata da Microsoft, se le scaricate lo fate a vostro rischio e pericolo.

Tornando a alle informazioni che dà Microsoft i requisiti minimi richiesti dal nuovo sistema operativo sono: un processore a 1 GHz, 1 GB di memoria RAM per la versione a 32 bit e di 2 GB per la versione da 64 bit, 16 GB (32 bit) o 20 GB (64 bit) di spazio libero su hard disk, e una scheda grafica DirectX 9 con un driver che supporti la specifica WDDM 1.0 o superiore.

Per Windows XP Mode, ossia in modalità virtuale, necessitano almeno 2 GB di RAM e 15 GB in più di spazio disco, sarà inoltre necessario possedere una CPU che supporti le tecnologie Intel VT o AMD-V.

Chi avesse installato la beta del sistema operativo, Microsoft consiglia di disinstallarla, per poi procedere al download della RC.

La versione pubblica di Windows 7 RC potrà essere scaricata dal sito ufficiale del nuovo sistema operativo.

Ecco il video di come si presenta.



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I dati pubblici consultabili su Google

Google ha rilasciato una nuova applicazione progettata per guidare gli utenti nel complesso labirinto delle informazioni pubbliche.

Con un semplice clic è possibile conoscere informazioni come il tasso di disoccupazione, il numero di abitanti dei vari stati, gli incendi o il tasso di inquinamento di una determinata zona.


I dati provengono dal U.S. Bureau of Labor Statistics e dal U.S. Census Bureau’s Population Division, quindi per ora relativi alla realtà statunitense.

Ma la speranza è che se il servizio verrà riconosciuto utile dagli utenti, sia solo un primo passo per funzioni di questo tipo.

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3 maggio 2009

Attacco phishing su Facebook

Un nuovo attacco di phishing rivolto al famoso Social Network Facebook arriva via e-mail apparentemente proveniente da Facebook.

Il messaggio si presenta così:
YOURFRIEND sent you a message.
Subject: Hello “Visit http://www.facebook.com/l/4253f;http://fbaction.net/”
Il nome YOURFRIEND è quello di un tuo amico già infetto.

Lo scopo è di farvi visitare il sito [www.facebook.com/l/4253f;http://fbaction.net] dove una pagina di login simile a quella di Facebook vi proporrà uno pseudo-login, in questo modo consegnerete in mano ai malintenzionati i nomi dei nostri amici ed il vostro, con tutte le conseguenze che potrete immaginare compreso lo spam.

Prestando attenzione però vi accorgerete che l'indirizzo URL al termine riporta fbaction.net.

Se avete ricevuto questa e-mail, da qualcuno che conoscete, avvisateli di cambiare immediatamente password.

Il sito web Fbaction.net è stato dovrebbe essere stato bloccato su Facebook inserendo il dominio nelle blacklist: "Siamo consapevoli del dominio di phishing e abbiamo già intrapreso delle azioni", aveva dichiarato ieri la società.

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I CAPTCHA di Google nel mirino degli spammer

I CAPTCHA di Google sono aggirabili da un nuovo worm chiamato W32.Gaptcha.Worm, lo ha scoperto una società vietnamita di sicurezza Bkis Honeypot. Il worm è stato classificato con un livello di pericolosità medio.

I CAPTCHA sono quelle finestrelle in cui l'utente deve scrivere lettere o numeri presenti in una sequenza che appaiono distorti o offuscati sullo schermo.

Una volta che il worm Gaptcha ha infettato il computer, aprirà una finestra di Internet Explorer e si collegherà alla pagina di Gmail che permette di registrare un nuovo account.

Dopo aver creato un nuovo account, verrà bypassato il filtro CAPTCHA scaricando nella cartella dei file temporanei l’immagine dei caratteri da riconoscere, dopodiché verrà inviata l’immagine ad un potente server remoto che la interpreta e rimanda al computer infettato. Una volta riconosciuta e quindi decodificata potrà creare un enorme numero di account.

Appena Google si accorgerà dell'anomalia dell'account, disabiliterà la registrazione per impedire che l’utente possa accedere agli account Gmail esistenti o crearne di nuovi da quell’indirizzo IP, che verrà bloccato nelle liste di Google.

Lo scopo è di inviare spam che verrà difficilmente filtrato dato che proviene da una mail di Google.

Ma Google, non si dà per vinta ed è già in corso lo studio per un nuovo metodo di protezione dei CAPTCHA capovolgendo le immagini.

I ricercatori Rich Gossweiler, Maryam Kamvar e Shumeet Baluja dichiarano:
«Questo processo richiede un’analisi sul complesso contenuto di un’immagine, un compito che gli umani di solito svolgono efficientemente, a differenza delle macchine. Data una grande disponibilità di immagini, come quella che si ottiene attraverso una ricerca sul Web, noi usiamo alcuni sistemi automatici per l’individuazione dell’orientamento al fine di eliminare quelle immagini che in automatico possono essere facilmente orientate in maniera corretta. Quindi applichiamo un meccanismo di ‘social feedback’ per verificare che le restanti immagini abbiano un giusto orientamento riconoscibile dall’uomo. I principali vantaggi del nostro Captcha, rispetto alle tradizionali tecniche di riconoscimento testo, sono che è indipendente dalla lingua, non richiede l’inserimento di testo (per esempio per gli apparecchi mobili) e impiega un diverso settore per la generazione Captcha, oltre l’offuscamento dei caratteri. Questo Captcha si presta ad una rapida implementazione e ha un bacino di immagini utilizzabili pressoché infinito».
Per ora la cosa migliore è avere sempre aggiornati i nostri programmi di sicurezza installati sul computer, in primis l'antivirus.

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2 maggio 2009

L'evoluzione del p2p, tra processi ISP e multe

Nonostante non sia ancora ancora detta la parola fine al processo della Baia dei Pirati, a causa di un conflitto di interessi, la lotta al p2p non ha tregua, infatti in Francia si tenta nuovamente con un disegno di Legge, tornato all’esame del Parlamento francese, portandola al vaglio delle due Camere che potrebbero vararla già entro maggio.

In Svezia invece continua il tira e molla con gli Internet Service Provider dove a causa del calo di traffico sulla rete, cresce la preoccupazione per uno stallo nella crescita e nella richiesta di nuovi servizi a banda larga.

Tele 2 ha dichiarato che cancelleranno immediatamente tutti i registri del traffico, mentre gli altri ISP verranno conservati per non più di 3 settimane,; questo impedirebbe di istituire un procedimento legale, ciò rispettando le normative europee che prevede di cancellare i dati di traffico il prima possibile, per difendere la privacy dei navigatori.

In Italia? In Italia Tele 2, controllata da Vodafone, limita la banda a chi si connette al Peer to peer, senza avvertire gli utenti. Tutto ciò nonostante che l'Antitrust gli abbia appioppato una bella multa per aver applicato filtri al P2p, senza avvisare adeguatamente i clienti.

Anche Google fa la sua parte, dopo il famoso processo alla Baia dei Pirati, il paragone di Google con ThePirateBay viene subito evidenziato dal fatto che se pubblicare link a materiale protetto da diritti d’autore è considerato reato alla stregua di fornire il materiale stesso, anche i motori di ricerca dovrebbero essere perseguiti.

La risposta non si è fatta attendere, Marco Pancini, european policy counsel di Google spiega:

"La missione di Google è indicizzare e rendere disponibili tutte le informazioni presenti online, questo indipendentemente dai formati in cui questi file sono messi online. I formati dei file non sono di per sé illeciti, ma è l'uso che se ne fa che li qualifica come tali. Per fare un esempio Google è come un'autostrada sulla quali circolano molte autovetture (i contenuti); Google non può essere considerato responsabile se con una di queste automobili viene commesso un crimine e nemmeno lo è l'automobile di per sé".

Ma neppure usare il suo motore di ricerca è lecito, infatti Google non consente più di utilizzare il suo motore di ricerca sul sito di µTorrent. Moltissimi siti utilizzano il motore di ricerca Google per aumentare le proprie visite e generare delle entrate in più. Utilizzare Google per permettere agli utenti di cercare file torrent direttamente dalla home page di µTorrent, individuandoli su siti come ThePiratebay e isoHunt non è più possibile.

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