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2 maggio 2009

L'evoluzione del p2p, tra processi ISP e multe

Nonostante non sia ancora ancora detta la parola fine al processo della Baia dei Pirati, a causa di un conflitto di interessi, la lotta al p2p non ha tregua, infatti in Francia si tenta nuovamente con un disegno di Legge, tornato all’esame del Parlamento francese, portandola al vaglio delle due Camere che potrebbero vararla già entro maggio.

In Svezia invece continua il tira e molla con gli Internet Service Provider dove a causa del calo di traffico sulla rete, cresce la preoccupazione per uno stallo nella crescita e nella richiesta di nuovi servizi a banda larga.

Tele 2 ha dichiarato che cancelleranno immediatamente tutti i registri del traffico, mentre gli altri ISP verranno conservati per non più di 3 settimane,; questo impedirebbe di istituire un procedimento legale, ciò rispettando le normative europee che prevede di cancellare i dati di traffico il prima possibile, per difendere la privacy dei navigatori.

In Italia? In Italia Tele 2, controllata da Vodafone, limita la banda a chi si connette al Peer to peer, senza avvertire gli utenti. Tutto ciò nonostante che l'Antitrust gli abbia appioppato una bella multa per aver applicato filtri al P2p, senza avvisare adeguatamente i clienti.

Anche Google fa la sua parte, dopo il famoso processo alla Baia dei Pirati, il paragone di Google con ThePirateBay viene subito evidenziato dal fatto che se pubblicare link a materiale protetto da diritti d’autore è considerato reato alla stregua di fornire il materiale stesso, anche i motori di ricerca dovrebbero essere perseguiti.

La risposta non si è fatta attendere, Marco Pancini, european policy counsel di Google spiega:

"La missione di Google è indicizzare e rendere disponibili tutte le informazioni presenti online, questo indipendentemente dai formati in cui questi file sono messi online. I formati dei file non sono di per sé illeciti, ma è l'uso che se ne fa che li qualifica come tali. Per fare un esempio Google è come un'autostrada sulla quali circolano molte autovetture (i contenuti); Google non può essere considerato responsabile se con una di queste automobili viene commesso un crimine e nemmeno lo è l'automobile di per sé".

Ma neppure usare il suo motore di ricerca è lecito, infatti Google non consente più di utilizzare il suo motore di ricerca sul sito di µTorrent. Moltissimi siti utilizzano il motore di ricerca Google per aumentare le proprie visite e generare delle entrate in più. Utilizzare Google per permettere agli utenti di cercare file torrent direttamente dalla home page di µTorrent, individuandoli su siti come ThePiratebay e isoHunt non è più possibile.

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Personalizziamo le icone con Folderico

Ognuno di noi ci tiene a personalizzare il proprio Pc come più gli piace, si parte dal desktop con sfondi semplici, colorati, accattivanti oppure con le proprie fotografie, ai programmi che preferiamo avere a portata di mano.

Stessa cosa per le cartelle, ognuno le dispone come preferisce, e magari non sempre gradisce l'icona che le rappresenta.

Nonostante le cartelle di Windows siano leggermente migliorate nel tempo, sono sempre un po' anonime, quindi molti di noi decidono di cambiarne l'aspetto. Su Internet si trovano moltissimi set di icone e a volte sono molto belle, oggi vi voglio segnalare un utility che si chiama Folderico.

Questo programma ci aiuterà nella scelta di una nuova icona per le nostre cartelle, sul sito si possono trovare un set di icone da scaricare, tramite il pacchetto con estensione ".icl" che si trova all’interno della cartella "Samples" per cominciare subito ad utilizzarli.

Il programma può essere utilizzato con i sistemi operativi Windows 2000, XP, ma pare che anche chi possiede Vista e Windows 7 l'abbiano usato (in italiano).

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1 maggio 2009

Google, molte novità

Moltissime le nuove applicazioni che Google ha rilasciato in questi giorni e che non sono riuscita a comunicarvi, partiamo subito:

Gmail, non molto tempo fa aveva attivato il supporto ai file PDF, ora ha aggiunto la possibilità di visualizzare file TIFF (Tagged Image File Format ) e PowerPoint direttamente all’interno del browser.

Per gli allegati in formato PowerPoint la funzione era già disponibile diciamo che ora è più comodo ed possibile utilizzare lo stesso metodo di conversione per visualizzare i file PDF.

Sempre da Gmail è ora disponibile una nuova funzione che permette di visualizzare e usare moltissime emoticon aggiuntive. Cliccando su Gmail Labs, trovate la funzione Emoji aggiuntive, l'attivate e ne troverete tantissime.


Google Gruppi ha aggiunto la possibilità di tradurre automaticamente i messaggi interi thread di discussione dalla lingua principale del gruppo ala propria tramite l'apposito tasto, grazie all’utilizzo delle Google AJAX Language API.

Altra novità è la possibilità di disporre di un indirizzo web personalizzato per il proprio profilo pubblico. A questo indirizzo trovate il vostro username già in uso, ad esempio, e potrete passare da un sotto-dominio numerico ad uno con il vostro nome.

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Adobe nuovamente a rischio con due falle

F-Secure, dà comunicazione di due nuove vulnerabilità che colpiscono Adobe Reader. Anche questa volta il bug interessa le porzioni di codice legate a JavaScript: getAnnots () e spell.customDictionaryOpen (), che potrebbero consentire l'esecuzione di codice non autorizzato da parte di un utente malintenzionato.

Come già consigliato da F-Secure la settimana scorsa viene suggerito di passare ad usare un altro lettore di PDF.

Se non è possibile cambiare da Adobe Reader, si raccomanda di disattivare la sua capacità di eseguire JavaScript.

Per farlo basterà andare al menu Modifica dell'applicativo è selezionare la voce "Preferenze", cliccare la voce "JavaScript" e togliere la spunta sull'opzione "Abilita JavaScript di Acrobat" e selezionare infine il tasto "OK" per confermare i cambiamenti appena apportati.


Adobe conferma di essere a conoscenza dei rapporti su una potenziale vulnerabilità in Adobe Reader 9.1 e 8.14, e comunica che stanno al momento investigando per fornire nuovi dettagli appena ci saranno nuove informazioni.

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29 aprile 2009

Anche l'esercito USA su Facebook

Anche le Forze Armate americane hanno una loro pagina ufficiale su Facebook ed è anche stato aperto un nuovo ufficio per i media sociali on-line.


Il portavoce Lindy Kyzer ha dichiarato:

I giovani al giorno d’oggi non guardano più i telegiornali. Hanno amici con i quali condividono informazioni su Twitter o Facebook. Se noi non siamo presenti in questi spazi, non si parlerà più dell’esercito. La divisione dell’esercito per i «media sociali» online è stata creata in marzo e la pagina ufficiale delle Forze Armate su Facebook lanciata la settimana scorsa ha già più di 8.000 abbonati.
Diciamo un modo come un altro per pubblicizzare una carriera militare, ma non solo, il Network permetterà alle mogli dei militari di trovare o dare consigli dalle altre famiglie di militari, anche la Marina ha la sua pagina su Facebook, corredata di foto. Mentre su Twitter si trova l’Air Force.

Il generale Ray Odierno, comandante delle Forze americane in Iraq, ha più di 5.000 «amici» su Facebook.

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28 aprile 2009

McAfee dichiara guerra al cybercrimine

Nel 2008 si è registrato negli Stati Uniti un aumento del 33% rispetto al 2007, del numero delle segnalazioni di crimini online. A comunicarlo è l'FBI (Federal Bureau of Investigation) e la NW3C (White Collar Crime Center).

Per combattere questi crimini che sono sempre più numerosi, McAfe ha messo a disposizione un nuovo servizio di controllo che ha chiamato Cybercrime Response Unit (CRU) .

L'intento di McAfee è di dare una mano agli utenti un po' meno scaltri, un mezzo che permetta di controllare il proprio computer senza cadere nelle trappole di finti programmi proposti in rete.

L’iniziativa coinvolge le forze dell’ordine, il mondo accademico, i service provider, il governo, l’industria della sicurezza e della società nel suo complesso in modo da poter fornire indagini e azioni giudiziarie contro il crimine informatico online.

L'iniziativa comprende anche un tool per poter verificare se il vostro computer è infetto da qualche malware, che potrebbe spiare il vostro Pc e magari rubarvi i vostri dati se non peggio.

In pratica il sito permette all'utente di spiegare quali problemi ha riscontrato, quali siano i dubbi nell'uso del proprio sistema e per affidare il proprio hard disk all'analisi remota. (disponibile solo in inglese e per Internet Explorer, la versione per Firefox è in fase di sviluppo).

Il servizio mette a disposizione anche un numero verde (866-694-8804) al quale rivolgersi per eventuali ulteriori chiarimenti, al momento è valido solo per i residenti negli Stati Uniti.

Il progetto  completo è consultabile sul sito McAfee.

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