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21 aprile 2009

Telefonate indesiderate, ecco il numero verde per reclamare

Non solo le nostre caselle di posta elettronica o le cassette di posta cartacea vengono sottoposte continuamente allo spam (posta indesiderata), ma anche il nostro numero di telefono. Chi non ha ricevuto qualche telefonata inopportuna da qualche operatore commerciale che tentava di vendervi un materasso, o una nuova connessione telefonica con un'altro operatore telefonico dal vostro abituale, o magari qualche prodotto vinicolo.

Alcuni di questi operatori alle volte sono pure aggressivi oltre che maleducati. Io ho risolto, oltre ad aver tolto il numero fisso dall'elenco telefonico (nonostante avessi dichiarato di non voler ricevere telefonate commerciali o sondaggi e quant'altro vi posso passare per la testa), minacciando di comunicare la loro telefonata al garante, pochi secondi e mettevano giù la cornetta.

Il problema è che sporadicamente ricevo ancora qualche telefonata. Ora però è possibile reclamare queste chiamate indesiderate al numero verde attivato dalla Telecom il 19 aprile. Telecom Italia, infatti, si è adeguata a quanto stabilito da una norma dell’Authority per le comunicazioni.

Il numero verde è 800.732.999, ma sono stati messi a disposizione anche due numeri di fax 803.308.386 - 803.308.388, e i due siti web 187.it e 191.it.; questi numeri verdi permetteranno agli abbonati, sia residenziali che business, di segnalare le telefonate non gradite che riceveranno.

I clienti che segnaleranno tali tipologie di contatto saranno invitati a fornire informazioni sulla data e l'ora della conversazione telefonica nonché il gestore telefonico (o eventualmente il suo agente incaricato, in assenza dell'informazione sul gestore) che ha effettuato la chiamata.

Accanto al numero verde ed al fax gratuiti, sono stati affiancati anche dei moduli fruibili online (area "Info consumatori" dei siti web 187.it e 191.it).

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17 aprile 2009

Firefox abbandona Windows 2000 e Xp SP2

Firefox ha dichiarato l'intenzione di voler abbandonare il supporto per i vecchi sistemi operativi Microsoft, da Windows 2000 a XP SP2.

Nel 2010 verrà rilasciato Firefox 3.5, e sempre nel corso dello stesso anno Microsoft cesserà il supporto per i vecchi prodotti.

A fronte di un probabile passaggio a Windows 7 e a Vista degli utenti, gli sviluppatori di Firefox pensano di non sviluppare più per i vecchi sistemi operativi la nuova versione e dedicarsi anche al nuovo Firefox.next conosciuto anche con il nome in codice Namoroka.

Non tutti ovviamente sono daccordo con questa ipotesi, anche se pensandoci su, i vecchi sistemi operativo soprattutto non aggiornati con le patch sono di per se molto pericolosi.

Voi pensate che sia una buona scelta?

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Condanna per ThePirateBay

Il tanto atteso esito del processo contro La Baia dei Pirati è arrivato nella tarda mattinata di oggi: un anno di carcere per violazione del copyright ai quattro titolari del portale ed un risarcimento danni per 2,7 milioni di euro, a varie società come la Warner Bros, Sony Music Entertainment, Emi e la Columbia Pictures.

La richiesta era di 117 milioni di corone quantificabili in 106 milioni di euro, come risarcimento più interessi per le perdite causate dalle decine di milioni di download illegali tramite il sito.

A nulla sono servite le affermazioni di non colpevolezza ribadendo che "The Pirate Bay costituisce un semplice motore di ricerca per ottenere i link per il file sharing, ma non ospita materialmente sui propri server alcun file". Secondo i giudici i responsabili del sito invece erano a conoscenza della diffusione di materiale protetto dal diritto d'autore, e inoltre che il sito è organizzato per scopi commerciali; sono stati quindi, ritenuti responsabili.

Nonostante il duro colpo gli autori del sito ThePirateBay non si arrendono, ed in home-page appare questo commento:
«Come in tutti i migliori film, gli eroi perdono all’inizio ma riescono alla fine, comunque, ad ottenere una vittoria epica. È l’unica cosa che Hollywood ci ha insegnato»
La decisione della Corte potrebbe costituire un valido precedente giuridico per le major, anche se come già accaduto per Napster, gli utenti in poco tempo hanno trovato altre alternative.

Vedremo con il tempo l'evolversi in vari stati di questa dura ed aspra battaglia fra major e pirati.

Maggiori info su Reuters (in inglese).

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Ma quanto inquinano le e-mail spam?

Uno studio di McAfee riferisce di quanto l'invio di e-mail spazzatura possano inquinare alla stregua del consumo elettrico di 2,4 milioni di abitazioni, con le stesse emissioni GHG di 3,1 milioni di auto che consumano 7 miliardi e 560 milioni di litri di benzina.

È stato calcolato che quando alla fine del 2008, McColo, una delle principali fonti di spam online,è stato messo offline, il volume di spam globale è sceso del 70%. L'energia risparmiata prima che gli spammer ristabilissero la loro capacità' d'invio è stata equivalente a rimuovere 2,2 milioni di auto dalla strada quel giorno, a dimostrazione dell'impatto dei 62 trilioni di e-mail di spam che sono inviati ogni anno.














 I risultati del report:
  • Un totale mondiale stimato di 62 trilioni di email spam è stato inviato nel 2008
  • A livello complessivo, l’utilizzo annuale di energia spam ammonta a 33 miliardi di kilowatt-ore (KWh), o 33 terawatt ore (TWh). Ciò equivale all’elettricità utilizzata in 2,4 milioni di abitazioni negli Stati Uniti, con le stesse emissioni GHG pari a 3,1 milioni di auto passeggeri che consumano 7 miliardi e 560 milioni di litri di benzina.* Filtrare lo spam permette di risparmiare 135 TWh di elettricità all’anno. Ciò equivale a rimuovere 13 milioni di automobili dalla strada
  • Se ogni casella di posta in arrivo fosse protetta da un filtro spam allo stato dell’arte, organizzazioni e singoli utenti potrebbero ridurre l’energia spam odierna di circa il 75% o 25 TWh all’anno. Ciò equivale a rimuovere 2,3 milioni di automobili dalla strada.










    • L’emissione media di GHG associata a un singolo messaggio spam è pari a 0,3 grammi di CO2. Ciò equivale a guidare per 1 metro in termini di emissioni equivalenti, ma se moltiplicati per il volume annuale dello spam, è come guidare in giro per il mondo 1,6 milioni di volte.
    • Un sistema di posta elettronica in una tipica azienda di medie dimensioni utilizza 50.000 KWh all’anno; più di un quinto dell’utilizzo annuale può essere associato allo spam.
    • Filtrare lo spam è utile, ma combattere lo spam alla fonte è anche meglio. Quando McColo, una delle principali fonti dello spam online, è stato messo “offline” alla fine del 2008, l’energia risparmiata a seguito del momento di calma, — prima che gli spammer ricostruissero la loro capacità d’invio, — è stata equivalente a rimuovere 2,2 milioni di auto dalla strada.
    • La maggior parte del consumo di energia associata allo spam (80 percento) è legata agli utenti finali che cancellano lo spam e cercano email legittime (falsi positivi). Il filtering dello spam ammonta a solo il 16 percento dell’utilizzo di energia relativa allo spam.

    Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito McAfee.

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    16 aprile 2009

    Coelho sostiene The Pirate Bay

    Paulo Coelho scrittore contemporaneo di svariati libri, ribadisce nuovamente il suo pensiero, proponendo il suo sostegno alla Baia dei Pirati che domani avrà il risultato del processo.

    Coelho sostiene che l’umanità esiste grazie alla condivisione: del cibo, delle risorse e anche dell’arte: "Condividere è una parte della condizione umana. Una persona che non condivide non è soltanto egoista, ma amaramente sola."

    Si è pure reso disponibile a viaggiare fino in Svezia per supportare TPB in questo difficile momento.

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    I criminali informatici sfruttano il marchio Ford

    I malintenzionati, come è ormai noto sfruttano qualunque cose per portare a termine i loro obiettivi, neppure una grossa casa di automobili come Ford può esserne immune, ma i falsi domini che sfruttano questo marchio sono più di un milione.

    I laboratori di Panda Security segnalano un attacco Blackhat SEO (Search Engine Optimization) che sfrutta il nome della casa automobilistica Ford per diffondere malware nella rete.

    La ricerca ha portato a conoscenza che dei criminali informatici hanno manipolano i risultati dei motori di ricerca per diffondere codici pericolosi.


    Targeted Blackhat SEO Attack against Ford Motor Co. from Panda Security on Vimeo.

    Quando l'utente cerca informazioni riguardanti il marchio Ford e clicca su uno dei risultati manipolati, viene reindirizzato a una pagina Web, dove viene proposta la visualizzazione di un video. Aprendo questo file, verrà richiesto il download di un altro programma, un falso antivirus.

    Un metodo che per i più esperti è già noto.

    I laboratori di Panda Security hanno individuato MSAntiSpyware2009 e Anti-Virus-1, due falsi antivirus.

    La falsa segnalazione porta a credere all'utente di essere stato infettato da un malware offrendo la possibilità, attraverso messaggi pop-up e banner, ,di acquistare la versione a pagamento del falso antivirus, comunicando che, in caso negativo, il codice impedirà il normale funzionamento del computer, per costringere così gli utenti a comprare il prodotto fasullo.

    Luis Corrons, direttore tecnico dei laboratori di Panda Security afferma “questi codici maligni sono realizzati per generare profitti economici per i loro autori, convincendo gli utenti, attraverso l’inganno, ad acquistare il prodotto a pagamento”.

    Maggiori informazioni sul sito Pandasecurity

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