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7 aprile 2009

Lo spam impunito

Come tutti noi ben sappiamo, lo spam è un flagello per la nostra posta elettronica, ed ognuno utilizza i metodi che ritiene più appropriati per contrastare questo antipatico fenomeno.

È risaputo che se una cosa funziona non ce la togliamo più di torno, dai programmi televisivi alle suonerie telefoniche. Per lo spam è la stessa cosa, perchè in proporzione ai quantitativi enormi di messaggi inviati, il ritorno economico delle poche che vanno a buon fine, fa si che questa attività sia per i pochi molto redditizia.

L'anno scorso avevamo avuto un drastico calo di spazzatura, nelle nostre caselle di posta elettronica, grazie alla chiusura di una società di hosting, McColo Corporation, poi gli spammer si sono riorganizzati ed ora siamo più intasati che mai di e-mail spazzatura.

Comunque, ogni tanto anche gli spammer, che proprio grazie a questa antipatica attività diventano pure famosi, è il caso di Jeremy Jaynes, americano a cui è dedicata addirittura una pagina di Wikipedia, vengono rintracciati, arrestati e processati; è questo il caso.

Si stimava che grazie all'invio di 20 milioni di messaggi-spam al giorno il guadagno illecito, di Jeremy Jaynes, potesse esser stato di 750.000 dollari al mese, per una fortuna stimata intorno ai 24 milioni di dollari.

Nel 2004 subì un processo e venne condannato a nove anni di prigione con tanto di multa da pagare. Non troppo felice di scontare questa pena, Jeremy Jaynes presentò appello chiamando in causa il Primo Emendamento della Costituzione statunitense, quello sulla libertà di parola e di espressione.

La Corte Suprema della Virginia ha rimesso in libertà Jaynes sostenendo che le norme anti-spam sono poco chiare, perchè limitano la propaganda politica e, appunto, la libertà di espressione.

Che dire, ricette mediche, software strani, materiale pornografico, e improbabili proposte di lavoro, comprese incredibili vincite economiche possono continuare a bombardarci impunemente la nostra posta elettronica, perchè è libertà di espressione, mentre non volerla riceverla è un crimine.

Di questo passo siamo noi che violiamo la Legge perchè ci lamentiamo.

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